Addio Remo, super tifoso e mago degli orologi
Cecina, una vita trascorsa come capo officina nello Zuccherificio e prima nella fabbrica di Toninelli. La figlia: “Quando le lancette e il meccanismo del campanile gli furono portati a domicilio...”
CECINA. Per gli appassionati del calcio rossoblù non era soltanto un punto di riferimento, era un amico fraterno. Remo Bandini è morto giovedì 21 maggio a causa di un’emorragia celebrale dopo breve ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Livorno. Aveva 82 anni, lascia la moglie Donatella Torromeo e la figlia Barbara.
I funerali si svolgeranno sabato 23, nella casa funeraria Santini in viale della Repubblica alle ore 10. Poi la salma, curata dall’impresa funebre e alla quale da venerdì 22, sarà possibile rendere l’ultimo saluto, sarà tumulata nel cimitero comunale. Remo viveva con la famiglia in città, era conosciuto e apprezzato.
Chi era
Ex capo officina dello zuccherificio, chiuso nel 1987, in via Carlo Ginori aveva lavorato per un quarto di secolo, proseguendo poi l’attività come artigiano. Il primo impiego, però, lo aveva ottenuto nella fabbrica degli orologi di Sirio Toninelli in via Veneto, a un passo da piazza Carducci e a due da corso Matteotti.
Un’esperienza preziosa, dove con intelligenza e predisposizione aveva scoperto il mondo delle lancette e le sue infinite complicazioni, affinando l’alta precisione nell’assemblarne i piccoli componenti. Certo, aveva inciso anche targhe e medaglie, ma le sue mani d’oro avevano soprattutto aggiustato i delicati meccanismi del segnatempo posto sul campanile della chiesa, quando nel primo decennio di questo secolo si erano guastati.
Il macchinario, ricorda la figlia, gli venne recapitato a domicilio e lui, con pazienza e profonda conoscenza, lo smontò. Dopo avere compreso il problema ne riprodusse alcune parti rendendolo di nuovo funzionante. Oggi è esposto al museo della Cinquantina.
La passione per il Cecina calcio
Bandini era inoltre appassionato di sport e, da sempre, seguiva il Cecina calcio. Non limitandosi, però, alla presenza sugli spalti durante le partite di campionato e a scambiare le proprie impressioni con gli altri tifosi seduti accanto. Alle casacche rossoblù era affezionato e, attingendo alle proprie abilità manuali, aveva realizzato un portachiavi in plastica trasparente a forma di goccia d’acqua, contenente su un lato il nuovo stemma della società con il nome e l’anno di fondazione, 1929, e sull’altro l’immagine del giocatore. Una sorpresa che piacque tantissimo ai ragazzi, sorpresi e pronti a ringraziarlo per un gesto semplice ma dettato dal cuore.
Il ricordo
Uomo d’altri tempi, educato e garbato, quando la prima squadra giocava al “Loris Rossetti” arrivava in anticipo e salendo le scale della tribuna coperta chiedeva la formazione. Se quella domenica i rossoblù erano in trasferta, alla fine del primo tempo squillava sempre il cellulare dei dirigenti accompagnatori, perché lui voleva sapere il risultato e com’erano gli avversari. Il sodalizio presieduto da Fabrizio Zazzeri lo ha ricordato in poche parole nel messaggio pubblicato ieri sulla pagina Facebook ufficiale. “Ci lascia un supertifoso, un uomo che porteremo sempre nei nostri cuori. Remo Bandini amava veramente il Cecina calcio più di ogni altra cosa. A nome dell’A.C. Sporting Cecina 1929 le più sentite condoglianze”. Queste le frasi che racchiudono il pensiero dei consiglieri e dei tecnici, che con il passare degli anni ne hanno elogiato le non trascurabili qualità umane.
Domani, venerdì 22, la salma sarà disponibile per chi voglia renderle l’ultimo saluto alla casa funeraria Santini che ne cura le esequie.
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