Cuneo salino, va sempre peggio: un’assemblea coi cittadini a Vada
Si cercano ancora volontari per la sperimentazione europea
Rosignano Dieci volontari, un terreno nella zona di Vada, un pozzo privato e una piantina di rosmarino. Quattro elementi per raggiungere un importante obiettivo, quello di monitorare l’intrusione salina nelle falde acquifere attraverso l’osservazione di piante sentinella come – è il caso di cui stiamo parlando – il rosmarino, noto per la sua sensibilità alle variazioni di salinità del terreno.
La call per cercare i volontari è partita tempo fa da parte del Comune di Rosignano Marittimo che sul progetto si muove con Confservizi Cispel Toscana, Asa e Anci Toscana. E sevono ancora adesioni.
Martedì 28 alle ore 17.30 nella sala del Teatro Ordigno si svolgerà un evento aperto a tutti i cittadini della frazione per la promozione del biomonitoraggio del cuneo salino presente nell’area vadese.
Le iscrizioni per partecipare al progetto possono essere fatte anche sul posto.
L’utilizzo del rosmarino per verificare il cuneo salino è una delle tre azioni pilota da sviluppare con gli stakeholders di Rosignano Marittimo all’interno del progetto Interreg Italia – Francia Marittimo Adaptwise, che ha come capofila Anci Toscana.
Per il territorio di Vada la presenza dell’intrusione salina ha radici storiche. La situazione, però, a causa del cambiamento climatico si è aggravata, danneggiando l’agricoltura dell’area. Il percorso partecipativo che si è svolto da aprile a dicembre 2025, ha evidenziato l’interesse dei cittadini e delle aziende agricole che dispongono di pozzi privati sulla questione del monitoraggio della qualità dell’acqua.
Ma anche riguardo alla identificazione delle colture migliori da poter fare in presenza del cuneo salino.
Ai volontari che aderiscono vengono consegnate le piante sentinella, un annaffiatoio in plastica della capacità di 3 litri, una bottiglia di concime liquido commerciale da utilizzare per la fertilizzazione periodica, un misuratore di conducibilità elettrica del terreno utile per rilevare la salinità.
A intervalli regolari, i volontari sono invitati a effettuare semplici misurazioni. Ogni quattro settimane: rilevazione della conducibilità elettrica del terreno in ciascun vaso e misurazione dell’altezza delle piante; i dati raccolti vengono poi inviati tramite Sms a un numero dedicato dell’Università di Pisa, che coordina la parte scientifica del progetto.
Un tecnico dell’Università, ogni 12 settimane, visita poi i siti dei partecipanti per prelevare campioni di foglie dalle piante ed effettuare analisi di laboratorio per determinare il contenuto di clorofille e carotenoidi, indicatori dello stato di salute e dello stress fisiologico delle piante.l
