Cecina, porto in vendita, la sindaca stoppa la fretta: «Prima le regole, poi gli acquirenti» – Cosa succede ora
Porto di Cecina, la sindaca ridisegna la partita: serve un’intesa completa con i curatori
Sì, alle garanzie del Comune per rendere il più trasparente possibile l’acquisto del porto per chi sarà interessato. Ma senza fretta e con un protocollo d’intesa complessivo che tenga dentro convenzione e concessione. A parlare è la sindaca di Cecina Lia Burgalassi dopo che i curatori della procedura di liquidazione della Porto Spa avevano chiesto al Comune rassicurazioni – scritte – sulla concessione in modo che i potenziali acquirenti potessero avere in mano una situazione complessiva chiara e senza rischi di intoppi. Per i curatori Paolo Carotti e Fabio Serini l’esigenza di garanzie scritte sarebbe dovuta arrivare in tempi rapidi.
Le garanzie richieste dai curatori
La sindaca Burgalassi è d’accordo sull’impostazione della procedura e sugli obiettivi ma un po’ frena, consapevole che si sono anche tempi burocratici da rispettare. «Dobbiamo inquadrare il tema della concessione demaniale all’interno di un ragionamento complessivo», dice rispondendo alla domanda se l’amministrazione comunale ha la volontà di garantire che non ritirerà la concessione. «In questo momento – aggiunge – abbiamo disegnato la parte urbanistica prevedendo nuove indicazioni sul piano operativo. Questo porterà alla necessità di riscrivere la convenzione alla luce delle nuove volumetrie previste dal Poc».
La convenzione e gli impegni economici
La convenzione si ricorderà contiene l’impegno di Porto spa a realizzare alcune opere pubbliche per Cecina per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro. Una cifra che tutti sono consapevoli si ridurrà perché in parte calcolata sulla base degli oneri di urbanizzazione collegati alla possibilità di costruire all’interno del porto di Cecina, ancora non completato. «Il ragionamento è giusto che venga aperto – aggiunge la sindaca – e l’amministrazione è d’accordo: riteniamo si debba firmare un protocollo d’intesa che delinea cosa deve fare chi acquista il porto, quali sono gli impegni previsti nella convenzione in modo che l’offerta possa essere più semplice e trasparente. All’interno di questo protocollo di intesa si può fare riferimento alla concessione demaniale che comunque ad oggi scade nel 2050. Siamo pronti a definirne i contorni con i curatori ma ripeto in un quadro complessivo».
La gestione dei curatori e il ruolo del porto
Burgalassi sottolinea come questa prima fase della liquidazione abbia ridato serenità all’amministrazione. «La gestione dei curatori – dice – è interpretata in maniera imprenditoriale e questo ci ha rassicurato, temevamo che parte delle attività potessero essere fermate cosa che non è accaduta. Per il Comune la priorità è che vengano tutelati i posti di lavoro. Sono assolutamente convinta che il porto sia centrale per il rilancio della città».
Il caso dei rogitanti
Burgalassi non si esprime invece sul caso dei rogitanti. «Il caso dei rogitanti è una questione squisitamente tecnica, oggetto, tra l’altro, dell’annullamento del concordato. I curatori stanno gestendo la vicenda in accordo con il Tribunale, e ritento che su questo l’amministrazione non debba prendere alcuna posizione».
