Il Tirreno

L’operazione

«Ti do fuoco anche al bar»: a Cecina due arresti per estorsione con metodo mafioso – Il blitz e le perquisizioni

di Claudia Guarino
«Ti do fuoco anche al bar»: a Cecina due arresti per estorsione con metodo mafioso – Il blitz e le perquisizioni

Operazione dei carabinieri. Minacciato un imprenditore del settore alimentare, vittima di un’estorsione da 30mila euro

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CECINA. Maxi blitz dei carabinieri nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 febbraio a Cecina. I militari cecinesi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone (un 45enne e un 38enne residenti a Montescudaio) accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Estorsione e minacce

I due, secondo la direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze che coordina le indagini, gestendo una società, avrebbero tentato di ottenere più denaro dai titolari di un esercizio commerciale di Cecina utilizzando frasi intimidatorie come «Ti do fuoco anche al bar… ogni giorno salta qualcosa» e «Noi gli avvocati li facciamo mangiare diversamente… in Sicilia si ragiona diversamente».

Molte anche le perquisizioni avvenute in città contestualmente all’indagine in corso. Indagine che ha anche permesso di ricostruire, in un più ampio contesto investigativo, un’attività estorsiva, aggravata dal metodo mafioso, finalizzata a ottenere il pagamento non dovuto di oltre 30mila euro ai danni di un imprenditore del settore alimentare. Gli indagati avrebbero rivolto minacce dirette all’imprenditore, dalla distruzione dell’attività fino alle minacce di morte. Dalle telefonate intimidatorie, secondo gli inquirenti, i due sarebbero passati ai fatti con incursioni nei punti vendita della vittima. 

Le perquisizioni

Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza cautelare sono state eseguite 10 perquisizioni locali e personali nei confronti di altrettanti soggetti. Nel corso dello sviluppo delle indagini sono state tratte in arresto 11 persone e sequestrati kg. 6,36 di hashish e cocaina nonché circa 9.000 euro in contanti ritenuti illecito provento.

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