Cecina, a 81 anni progioniera di infiltrazioni e muffa: «Chiedo aiuto, è un’odissea»
L'appello di Enza di Viesti che dal 2014 vive in condizioni precarie. Il tetto era stato ristrutturato da Casalp e da quel momento c’è il problema. La replica: «Interverremo»
CECINA. Un intervento di manutenzione programmata sul tetto del suo alloggio popolare, gestito da Casalp, si è trasformato in una vera e propria odissea. Un errore – lasciare il tetto aperto durante una bomba d’acqua – ha provocato l’allagamento dell’intero appartamento. Questa è la situazione di Vincenza Di Viesti detta Enza, 81enne madre di famiglia: da quel momento ha avuto inizio un calvario fatto di danni strutturali, muffa, promesse mai mantenute e soprattutto silenzi.
«Tutto ha inizio nel 2014, quando Casalp iniziò dei lavori di ristrutturazione sul tetto per via di lievi infiltrazioni», racconta l’inquilina.
«Mentre gli operai erano a lavoro, un weekend lasciarono il tetto aperto e ci fu una bomba d’acqua e mi sono ritrovata tutta la casa allagata. Anche gli altri inquilini avevano subito dei danni, ma molto lievi rispetto ai miei» spiega. «Io ho dovuto cambiare tutti gli arredamenti perché allagati, Casalp allora mi propose di andare a dormire in albergo dicendo che avevano l’assicurazione e mi avrebbero risarcito i danni e le notti in albergo. A distanza di 10 anni, non mi hanno ancora risarcito niente».
Quando i lavori sulle lievi infiltrazioni sono stati ultimati però, la situazione non è migliorata, anzi: «Quando i lavori sul tetto sono stati terminati, dopo nemmeno un mese iniziò a piovere e le infiltrazioni sono notevolmente peggiorate. Ho fatto diverse segnalazioni al centralino di Casalp, che non hanno portato risultati. Una volta sono venuti a fare un sopralluogo, promettendo che avrebbero sistemato tutto grazie al bonus del 110%, ma questi lavori non sono mai partiti».
Disperata l’anziana riferisce di aver messo «tutto in mano a un avvocato d’ufficio ma sono stata completamente ignorata: nessuna risposta, nessun riscontro».
In questa situazione che va ormai avanti da circa 10 anni, è comprensibile sentirsi stanchi: «Io non so più come fare, sono disperata: ho un figlio con un disturbo bipolare che non riesce più a stare in questa situazione e il mio medico mi ha certificato l’asma, causata dalla muffa presente in casa. Non ce la faccio più. Sono andata anche allo sportello di Casalp Cecina e l’impiegato mi ha detto che non era a conoscenza della mia situazione nonostante fosse risalente al 2014 e mi ha promesso che in due settimane mi avrebbe risolto tutto. Dopo due settimane non ho visto nessuno e ho chiamato l’impiegato: non si ricordava nemmeno il mio nome. Io non ne posso veramente più, sono stanca e non so a chi rivolgermi, voglio solo sistemare questa situazione».
Marcello Canovaro, presidente Casalp di Livorno, contattato dal Tirreno ha preso tempo, riservandosi di verificare gli interventi fatti allo stabile e le difficoltà insorte prima di rilasciare una dichiarazione ufficiale. Nel frattempo, Enza continua ad abitare in un alloggio compromesso dall’umidità e dal tempo. Il diritto a vivere dignitosamente resta in attesa, insieme alle tante promesse ancora senza risposta.
Poi nelle ore successive è arrivata una risposta per il caso della donna.
«Un sopralluogo è stato eseguito in data 24 giugno – fanno sapere – per verificare le infiltrazioni a tetto. È una copertura dove siamo intervenuti già varie volte, anche in maniera importante, purtroppo con risultati non risolutivi. Finora sono state incaricate due ditte per fare i lavori ma hanno rinunciato. L’incarico ora è stato proposto ad un’altra ditta»l
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