Il Tirreno

Il tema

«Meno servizi e più vetrine». Commercio a Cecina, chiesto un regolamento. Il problema della sosta

di Ilenia Reali
Catia Giannoni, responsabile dei locali commercianti di Confcommercio
Catia Giannoni, responsabile dei locali commercianti di Confcommercio

Appuntamento con l’assessora: i punti per salvare la città dello shopping

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Con la chiusura dell’anno, saranno numerosi i negozi che nel centro di Cecina abbasseranno la saracinesca. A infliggere un duro colpo alla città dello shopping è un crisi comune a tutte le città ma che a Cecina è aggravata da alcune specificità a partire a viabilità e parcheggi. A parlarne è Catia Giannoni, responsabile dei locali commercianti di Confcommercio. A gennaio è già fissato un incontro con la nuova amministrazione. «Chiederemo – dice – che non sorgano a Cecina altri parchi commerciali e di ripensare e ottimizzare il piano del traffico, cambiando dei sensi di marcia, in modo da rendere più intuitivo circolare a Cecina rendendo più facile arrivare ad alcuni parcheggi meno utilizzati».

Confcommercio alcuni anni fa aveva fatto un censimento delle aree a parcheggio di tutta Cecina ma «il problema è che nella zona del centro negli anni sono spariti circa mille posti auto. Abbiamo quindi chiesto che nell’area dei magazzini di via Volta, dov’è la depositeria comunale, si sposti quello che c’è per destinare quelli spazi a parcheggio. Purtroppo a Cecina è stato fatto il salotto prima di fare la cucina: è stata infatti fatta la zona blu prima di fare un piano di parcheggi. E si è creata una situazione problematica: ci sono negozi della zona blu che si dicono costretti a spostarsi per le difficoltà della sosta».

Non si sa quale sia il numero di negozi che chiuderanno ma si parla di un numero elevato. «A gennaio percorrerò strade e piazze – aggiunge Giannoni – per capire non solo, come ho fatto in passato, quante saracinesche sono abbassate ma anche quante e quali attività sono rimaste a Cecina. Abbiamo una zona come quella delle Casine dov’erano negozi di bel livello mentre ora è una zona di attività di servizio, non di vetrine. E ora sta accadendo anche sul Corso a nord. Cecina si sta trasformando».

Anche di questo i commercianti parleranno con Elena Benedetti, assessora di riferimento, per capire come evitare che i negozi spariscano dal salotto della città. «Vorremmo tramite un regolamento comunale del commercio non far aprire attività non di livello in una zona perimetrata del centro: penso ad attività di servizio, agenzie di varie tipo, piccoli supermercati. Vogliamo che il commercio viva, che le vetrine siano accese perché il commercio è un aggregante, tiene la città viva, illuminata ed è un deterrente per la criminalità».

Perché, conclude la commerciante «al di là della crisi evidente in cui versa il commercio , Cecina ha ancora molto da offrire ed è a tutt’oggi un riferimento per tutta la costa e per le nostre zone collinari. Noi lavoriamo, perché resti così. La nuova amministrazione ha dimostrato apertura al dialogo e spirito di collaborazione, che apprezziamo molto. Una delle cose che abbiamo chiesto a questa amministrazione è di rendere più attraente Cecina attraverso un investimento sulla bellezza».




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Aggredita dal lupo, dall’attacco alle carte bollate. L’associazione Lac: «Pecore e cani incustoditi». L’allevatrice: «Ecco che cosa è successo»

di Ivan Zambelli