Il Tirreno

La riqualificazione

Porto di Cecina, fondo inglese pronto all’acquisto: «Abbiamo già fatto l’offerta». Il progetto, i posti barca e i tempi

di Ilenia Reali
L’ingresso del porto di Cecina
L’ingresso del porto di Cecina

La variante normativa è stata approvata. Manuel Alisoni, presidente della Setha Ltd: «Se non ci sono vincoli la situazione è risolta»

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CECINA. «Noi siamo ancora interessati all’acquisto anche se ormai sono passati tre anni da quando abbiamo iniziato. Ogni tre mesi cambia il mondo, ma noi siamo qui e siamo pronti all’acquisto del porto di Cecina». Il presidente della Setha Ltd Manuel Alsoni rintracciato mentre è in viaggio d’affari in auto in Francia conferma la volontà del fondo inglese a perfezionare la domanda vincolata presentata al commissario concordatario per acquistare la società Porto di Cecina. Il vincolo, con l’approvazione normativa approvata anche in consiglio comunale, sembra decaduto e quindi non ci sono più ostacoli a quello che è considerato, da tutti, il salvataggio della società del porto dal fallimento per cui il conto alla rovescia è cominciato.

«Noi abbiamo presentato già l’offerta. Se non ci sono vincoli contenuti nella nuova variante la situazione è risolta. Abbiamo un’interlocuzione continua con il Comune e stiamo andando nella direzione giusta. I tasselli si stanno mettendo tutti in fila».

Nei prossimi giorni si comincerà anche a stilare una calendarizzazione dei tempi di intervento (la prima cosa è il recapito formale dell’approvazione della variante da parte del consiglio comunale di Cecina) per portare a termine l’iter e mettere a punto la riqualificazione del porto. Per quanto riguarda il progetto e i temi legati alla convenzione per le opere, l’amministratore di Setha rimanda di qualche giorno ulteriori risposte al Tirreno in modo da poter avere a sottomano tutti i documenti.

Di fatto con la variante si è andati a stralciare parte dei volumi destinati al turistico ricettivo per far spazio a un’area di sosta attrezzata con tanto di coperture a pannelli fotovoltaici per soddisfare il fabbisogno energetico, almeno in parte, del complesso portuale. Ciò ha dato la possibilità a futuri acquirenti di poter scegliere che tipo di investimento fare magari rimandando in un secondo tempo la costruzione della struttura ricettiva. Il valore di realizzo, come già scritto dal Tirreno all’epoca dell’accettazione delle proposta di acquisto, è il risultato della svalutazione prudenziale del 52,7 per cento rispetto al valore di mercato stimato nelle perizie, è ritenuto sufficiente a soddisfare le poste passive del piano concordatario liquidando i creditori sulla base del piano di riparto e delle classi di priorità. A passare di mano sarà la struttura portuale compresi i posti barca da realizzare, sia su aree in proprietà che in concessione demaniale.

L’attuale progetto prevede 764 posti barca di cui 504 all’interno della darsena privata. Qui dei 330 già realizzati 184 sono stati venduti. Gli altri 260 sono all’interno dell’area demaniale. Inoltre, le aree, in proprietà e non, comprensive dei diritti edificatori per realizzare strutture turistico-ricettive, locali commerciali e artigianali, attività direzionale, posti auto, garage e box vela.

Nell’elenco rientrano la liquidazione dei beni strumentali per 79.461 euro e il realizzo della partecipazione totalitaria nella Cecina Servizi Portuali Srl per 16.610 euro. Si tratta della società veicolo che gestisce le infrastrutture portuali già realizzate. Nel pacchetto ci sono anche il portafoglio di contratti preliminari in essere, per un importo di 2.763.983 euro.
 

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