Castellina, Lisa travolta dalla piena del fiume: «Ero in trappola in auto, mi hanno salvata dai finestrini»
Il racconto di Lisa: «Quattro giorni dopo sono ancora sotto choc»
CASTELLINA. Quando l’ondata di piena li ha investiti lei ha sentito la sua auto muoversi in avanti. «Ho provato a frenare, ma la macchina non si è fermata, è andata in testa coda». L’acqua, nel frattempo, era arrivata a metà sportello. Poi, all’improvviso, qualcuno ha battuto sul vetro. «Erano i vigili del fuoco. Ci hanno fatto uscire dall’auto attraverso i finestrini. Poi è crollato un muretto e abbiamo risalito la via a piedi, con il fiume ad altezza della vita». La voce della 40enne Lisa Vannucci trema ancora, mentre racconta ciò che le è successo nella notte di venerdì scorso, quella del suo compleanno. Era alle Badie ed è una delle 15 persone che i pompieri hanno recuperato in mezzo all’acqua. E dopo quattro giorni dall’ondata di maltempo che ha piegato Cecina e i colli, gli effetti della devastazione faticano a svanire.
L’ondata
«Venerdì scorso avevo trascorso la giornata a Chianni, per il mio compleanno, poi mi sono fermata a cena in un ristorante alle Badie». Era insieme alla sorella Alessia e ai due colleghi Paolo e Andrea. «Pioveva molto forte perciò abbiamo aspettato un po’ prima di metterci in viaggio per tornare a casa a Rosignano». A un certo punto la situazione è sembrata migliorare, dunque Lisa si è messa al volante dell’auto su cui sono saliti anche Alessia, Paolo e Andrea. Arrivati alla piazzetta delle Badie «ho visto un’auto ferma con le quattro frecce». Era quella su cui si trovava Denise Lombardi con la famiglia, anche loro poi scampati alla furia del torrente. «Appena l’ho superata un’ondata ci ha colpiti e non sono più riuscita a controllare l’auto. Volevo fermarmi, ci ho provato. Ma non riuscivo a frenare. La macchina era incontrollabile mentre l’acqua ci trascinava in avanti. Poi siamo andati in testa coda».
Il salvataggio
Da lì, attimi di buio. «Non ricordo bene tutto quello che è successo – spiega Vannucci – so solo che a un certo punto ho sentito qualcuno che bussava ai finestrini». Erano i vigili del fuoco. «Hanno fatto uscire me e mia sorella dai vetri e un pompiere ci ha preso sulle spalle. Paolo e Andrea invece hanno scavalcato i sedili posteriori, dove erano seduti, e i vigili del fuoco sono riusciti ad aprire uno sportello per farli uscire». Una volta fuori dall’auto, «ci hanno fatto sedere su un muretto, che purtroppo è crollato, facendoci cadere in acqua». Lì fuori non potevano stare. «Abbiamo iniziato a camminare controcorrente con i vigili del fuoco che ci tenevano. Ed è così che siamo arrivati davanti alla casa di Alessio». Nell’abitazione in cui erano state appena accolte altre tre persone: Denise, il compagno e la figlia di cinque anni, anche loro usciti dalla propria auto dopo essere stati travolti dalla piena. Una volta all’asciutto, Lisa, la sorella e gli altri due si sono cambiati e, una volta ristorati un minimo, hanno aspettato la mattina.
Il giorno dopo
«La sera prima Andrea aveva lasciato la sua macchina nel piazzale, prima di salire sulla mia. E verso le 5, 30 (di sabato mattina, ndr) è andato a vedere in che condizioni fosse. Funzionava. Così ci è venuto a prendere e siamo tornati a Rosignano». Sani e salvi, ma infreddoliti e impauriti. «Sto dormendo poco, non riesco. Mi sono sentita responsabile per mia sorella. E se le fosse successo qualcosa? Poi sono senza auto. È dal meccanico e probabilmente sarà da buttare via. È vero che questo è nulla rispetto a ciò che sarebbe potuto succedere, ma comunque ci penso». Anche perché la paura è stata tanta. «Con noi a cena c’era anche una coppia. Non sono finiti nella piena solo perché hanno sbagliato strada andando verso Santa Luce. E quando sono tornati indietro l’ondata era passata». Lisa, Alessia, Andrea e Paolo, invece, sono stati travolti. Così come Denise Lombardi e la sua famiglia. E come le altre otto persone che i pompieri hanno recuperato alle Badie, strappandole all’acqua del torrente esondato in una fredda notte di fine ottobre.
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