Nuova truffa dell’acqua in Toscana: così a Rosignano gli anziani scoprono i ladri
Finti addetti provano a rubare soldi e gioielli, il racconto
ROSIGNANO. Giampiero e sua moglie stavano facendo colazione nella loro casa alle Pescine quando hanno sentito suonare alla porta. Era un presunto addetto del servizio gas e acqua. «Buongiorno – ha detto l’uomo al di là del portone – la sua acqua rischia di essere contaminata, dobbiamo controllare». Poi, una volta dentro, ha tentato la truffa: «Meglio mettere in salvo i gioielli, me li mostri». Ma Giampiero (88 anni) ha capito che qualcosa non quadrava in quell’affermazione «e l’ho buttato fuori di casa». Poi ha chiamato i carabinieri.
L’addetto all’acqua
A raccontare cosa è successo è lui stesso che, pur preferendo comparire solo con il suo nome di battesimo e senza il cognome, spera di essere utile agli altri nel metterli in guardia da raggiri simili. «L’altra mattina – dice il signor Giampiero – ero in casa con mia moglie e stavamo facendo colazione». Poi, verso le 8,45, al portone si presenta un uomo «con la pettorina da addetto del servizio idrico e gas. Ha detto, con fare molto allarmato, che a causa di un guasto era entrato dell’amianto nelle tubature. Dunque, sarebbe stato meglio che io avessi chiuso l’acqua».
In casa
Giampaolo, nel sentire queste parole, si è preoccupato e ha aperto la porta. Anche perché insieme al sedicente addetto del servizio acqua e gas ci sarebbe stato anche un secondo uomo che, a quanto racconta Giampiero, si sarebbe presentato come un carabiniere. Fatto sta che sarebbe stato il finto addetto dell’acqua a tentare di mettere in atto il raggiro ai danni dell’uomo.
Il tentato raggiro
L’uomo con la pettorina «ha aperto il rubinetto della cucina e ha detto che era già arrivato qui l’inquinamento. Poi ha fatto la stessa cosa col rubinetto del bagno. Ed è a quel punto che abbiamo sentito un odore fortissimo e abbiamo iniziato a tossire. Lui ci ha detto di uscire fuori ma di mettere anche l’oro al riparo». Affermazioni, queste, che sembra abbiano parecchio insospettivo il signor Giampiero. «L’ho buttato fuori. Ed è andato via su un’auto che ho sentito partire a tutto gas. Uno penso abbia avuto 35 anni e aveva i baffi. L’altro era altro circa 1 metro e 65 circa e aveva l’accento settentrionale». Dopo essersi reso conto che ha rischiato di essere stato truffato, il signor Giampiero si è messo in contatto con i carabinieri «nonostante alla fine non mi abbiano portato via niente».
«Siamo sconcertati»
In tutto questo «sarebbe meglio che non accadessero certe cose, siamo rimasti un po’ sconcertati». Poi l’appello a fare attenzione, anche perché non è la prima volta che vengono tentati raggiri simili. E non capita solo a Rosignano. Solitamente a essere prese di mira sono persone anziane e chi bussa alla porta si presenta come una figura istituzionale. Come un addetto del servizio gas, per esempio. Ma anche come carabiniere, poliziotto, medico, avvocato o addetto del Comune.
Il modus operandi
Il modus operandi dei malviventi è quasi sempre lo stesso. E prevede, per esempio, la simulazione di un guasto alle tubature o di una fuga di gas a seguito delle quali i truffatori consigliano la vittima di «mettere al sicuro soldi e gioielli» posandoli, ad esempio, nel frigorifero. In casi come questi bisogna considerare, come scrissero i carabinieri nel vademecum diffuso nelle scorse settimane, che i carabinieri non chiedono soldi andando nelle case e che se ci si trova di fronte a situazioni sospette è bene chiamare subito il 112.
Come funziona
Un’altra truffa diffusa corre via telefono. C’è, cioè, chi chiama un anziano sostenendo che il figlio avrebbe avuto un incidente e che, per evitare conseguenze spiacevoli è necessario fare un bonifico. Generalmente queste persone si presentano come sedicenti avvocati o come appartenenti alle forze dell’ordine e conoscono abitudini e nomi dei parenti delle vittime prescelte. Anche in questi casi è bene non versare soldi in contanti né fare bonifici a chi ne fa richiesta ma, prima di tutto, è opportuno telefonare al parente chiamato in causa per accertarsi che stia bene e poi avvisare tempestivamente le forze dell’ordine (quelle vere) segnalando che si è stati vittime di un tentativo di truffa da parte di malviventi.
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