Il Tirreno

Il caso

Nuova truffa dell’acqua in Toscana: così a Rosignano gli anziani scoprono i ladri

di Claudia Guarino

	Un'immagine dello spot lanciato dalla polizia per sensibilizzare gli anziani contro le truffe
Un'immagine dello spot lanciato dalla polizia per sensibilizzare gli anziani contro le truffe

Finti addetti provano a rubare soldi e gioielli, il racconto

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ROSIGNANO. Giampiero e sua moglie stavano facendo colazione nella loro casa alle Pescine quando hanno sentito suonare alla porta. Era un presunto addetto del servizio gas e acqua. «Buongiorno – ha detto l’uomo al di là del portone – la sua acqua rischia di essere contaminata, dobbiamo controllare». Poi, una volta dentro, ha tentato la truffa: «Meglio mettere in salvo i gioielli, me li mostri». Ma Giampiero (88 anni) ha capito che qualcosa non quadrava in quell’affermazione «e l’ho buttato fuori di casa». Poi ha chiamato i carabinieri.

L’addetto all’acqua 

A raccontare cosa è successo è lui stesso che, pur preferendo comparire solo con il suo nome di battesimo e senza il cognome, spera di essere utile agli altri nel metterli in guardia da raggiri simili. «L’altra mattina – dice il signor Giampiero – ero in casa con mia moglie e stavamo facendo colazione». Poi, verso le 8,45, al portone si presenta un uomo «con la pettorina da addetto del servizio idrico e gas. Ha detto, con fare molto allarmato, che a causa di un guasto era entrato dell’amianto nelle tubature. Dunque, sarebbe stato meglio che io avessi chiuso l’acqua».

In casa

Giampaolo, nel sentire queste parole, si è preoccupato e ha aperto la porta. Anche perché insieme al sedicente addetto del servizio acqua e gas ci sarebbe stato anche un secondo uomo che, a quanto racconta Giampiero, si sarebbe presentato come un carabiniere. Fatto sta che sarebbe stato il finto addetto dell’acqua a tentare di mettere in atto il raggiro ai danni dell’uomo.

Il tentato raggiro

L’uomo con la pettorina «ha aperto il rubinetto della cucina e ha detto che era già arrivato qui l’inquinamento. Poi ha fatto la stessa cosa col rubinetto del bagno. Ed è a quel punto che abbiamo sentito un odore fortissimo e abbiamo iniziato a tossire. Lui ci ha detto di uscire fuori ma di mettere anche l’oro al riparo». Affermazioni, queste, che sembra abbiano parecchio insospettivo il signor Giampiero. «L’ho buttato fuori. Ed è andato via su un’auto che ho sentito partire a tutto gas. Uno penso abbia avuto 35 anni e aveva i baffi. L’altro era altro circa 1 metro e 65 circa e aveva l’accento settentrionale». Dopo essersi reso conto che ha rischiato di essere stato truffato, il signor Giampiero si è messo in contatto con i carabinieri «nonostante alla fine non mi abbiano portato via niente».

«Siamo sconcertati»

In tutto questo «sarebbe meglio che non accadessero certe cose, siamo rimasti un po’ sconcertati». Poi l’appello a fare attenzione, anche perché non è la prima volta che vengono tentati raggiri simili. E non capita solo a Rosignano. Solitamente a essere prese di mira sono persone anziane e chi bussa alla porta si presenta come una figura istituzionale. Come un addetto del servizio gas, per esempio. Ma anche come carabiniere, poliziotto, medico, avvocato o addetto del Comune.

Il modus operandi

Il modus operandi dei malviventi è quasi sempre lo stesso. E prevede, per esempio, la simulazione di un guasto alle tubature o di una fuga di gas a seguito delle quali i truffatori consigliano la vittima di «mettere al sicuro soldi e gioielli» posandoli, ad esempio, nel frigorifero. In casi come questi bisogna considerare, come scrissero i carabinieri nel vademecum diffuso nelle scorse settimane, che i carabinieri non chiedono soldi andando nelle case e che se ci si trova di fronte a situazioni sospette è bene chiamare subito il 112.

Come funziona

Un’altra truffa diffusa corre via telefono. C’è, cioè, chi chiama un anziano sostenendo che il figlio avrebbe avuto un incidente e che, per evitare conseguenze spiacevoli è necessario fare un bonifico. Generalmente queste persone si presentano come sedicenti avvocati o come appartenenti alle forze dell’ordine e conoscono abitudini e nomi dei parenti delle vittime prescelte. Anche in questi casi è bene non versare soldi in contanti né fare bonifici a chi ne fa richiesta ma, prima di tutto, è opportuno telefonare al parente chiamato in causa per accertarsi che stia bene e poi avvisare tempestivamente le forze dell’ordine (quelle vere) segnalando che si è stati vittime di un tentativo di truffa da parte di malviventi.  

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