Il Tirreno

Politica

Cecina, Fratelli d'Italia come sindaco vuole Giangrande. La Lega fa resistenza

Cecina, Fratelli d'Italia come sindaco vuole Giangrande. La Lega fa resistenza

Il senatore Castelli: Fu mio segretario ad Ascoli Piceno

30 dicembre 2023
3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Ufficialmente, il nome di Salvatore Giangrande come candidato a sindaco del centrodestra ancora non c’è. Ma sul suo nome si sta consumando una battaglia tutta interna alla coalizione con Lega e liste civiche contrarie alla candidatura dell’ex segretario comunale di tanti sindaci di centrosinistra da un lato e l’appoggio di Forza Italia e Fratelli d’Italia dall’altro. Ora a sostenere l’ex segretario comunale si staglia Fratelli d’Italia. Con un pezzo da novanta del partito di Giorgia Meloni.

Si tratta del senatore Guido Castelli, storico esponente della destra (è stato dirigente nazionale del Msi), consigliere regionale nelle Marche, a lungo sindaco di Ascoli Piceno e commissario straordinario alla ricostruzione post sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Quella tragedia Castelli la visse in prima linea in qualità di sindaco del capoluogo marchigiano.

E al suo fianco, come segretario comunale, aveva in quel periodo proprio Giangrande, che si era trasferito da Cecina ad Ascoli Piceno. «Arrivò un mese dopo il primo terremoto – racconta Castelli – era il settembre 2016 e rimase ad Ascoli Piceno per oltre sei mesi. Con lui al mio fianco ho vissuto la fase più critica, una sorta di tempesta perfetta sotto il profilo umano e amministrativo. E posso dire che è un uomo di grande fiducia, una figura sempre al servizio delle istituzioni la cui competenza, nonostante il momento sicuramente molto critico e delicato per la popolazione, non è mai venuta meno. In quel momento – racconta – avevo bisogno di un nuovo segretario perché chi aveva l’incarico precedentemente si era appena trasferito a Grosseto, al fianco dell’allora neo-eletto sindaco Vivarelli Colonna. Così mi consultai anche con esponenti vicini ad Altero Matteoli, con cui mi sono sempre confrontato. Fu qualcuno di quella cerchia che mi presentò Giangrande».

Castelli non entra nel merito della polemica cecinese, «di cui non conosco le dinamiche interne al centrodestra – chiarisce – ma da osservatore esterno, e da persona che ha potuto conoscere da vicino Salvatore Giangrande, non posso che confermare la sua grande conoscenza del funzionamento della macchina comunale. Senza voler fornire consigli non richiesti e avendo piena fiducia nella capacità delle forze della coalizione di individuare il candidato più giusto per una realtà importante come Cecina – dichiara il senatore di FdI – posso solo dire che la forza di un progetto politico passa dalla sua concretezza, dalla sua attuazioni nei fatti. Non è insomma importante solo vincere le elezioni ma anzi è ancora più fondamentale riuscire a governare con efficacia. E sul fatto che Giangrande sia in grado di eseguire questo compito – conclude – non nutro alcun dubbio. Siamo rimasti in ottimi rapporti da quell’esperienza ad Ascoli Piceno: avrebbe potuto chiedermi qualunque forma di endorsement, ma non l’ha fatto neppure quando di recente ci siamo scambiati gli auguri di Natale. Una persona onesta e corretta, e un uomo concreto». l


 

Primo piano
Il caso

Pisa, neonato portato via dall'ospedale Santa Chiara: il padre rintracciato a Calci ma il bimbo non si trova

di Andreas Quirici e Martina Trivigno
Le nostre iniziative