Il Tirreno

Disagio

Cecina, lasciata sola ora vive tra i rifiuti: la storia di un’invalida di 62 anni

di Sabrina Chiellini
Cecina, lasciata sola ora vive tra i rifiuti: la storia di un’invalida di 62 anni

Rimasta senza reddito di cittadinanza, è scivolata nel degrado. La cugina: «Dorme sul divano con a fianco montagne di bottiglie d'acqua vuote, posaceneri pieni di mozziconi di sigarette, lattine, cibo sparso»

29 agosto 2023
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CECINA. Chiara (nome di fantasia) ha 62 anni e due figli che non vivono più con lei. Un anno fa le è stato sospeso, in quanto in quel momento il secondo figlio abitava con lei e aveva un lavoro, il reddito di cittadinanza, prima ancora della decisione dell’attuale governo di rivedere gli aiuti agli indigenti. Da allora Chiara, lasciata in balìa della depressione e senza aiuti, precipita sempre più in basso.

La sua casa, nel territorio di Cecina, lentamente si riempie di rifiuti di ogni genere. Chiara apre la porta di casa quando i volontari Auser le consegnano il pacco degli alimenti. Non li fa entrare, forse si sente a disagio. Cerca più volte l’assistente sociale che da tempo la segue ma non riesce a mettersi in contatto con lei. Per mettere insieme qualche soldo accetta di fare la badante. Ma è senza auto e per raggiungere il luogo di lavoro non può prendere mezzi pubblici. «Faccio l’autostop – racconta – sono rimasta anche un’ora sotto il sole ad aspettare un passaggio. Non tutti si fidano, lo capisco ma io non ho un altro modo per spostarmi».

Un disagio che cresce di giorno in giorno. «Sono malata, ho il diabete – dice – non vedo quasi più perchè devo operami di cataratta». Quando chiediamo alla donna da quanto tempo non riceve la visita a casa dell’assistente sociale lei non ricorda nemmeno l’ultima volta. «Forse un anno fa», dice. Alla donna il Comune ha assegnato una casa per l’emergenza abitativa in una zona decentrata al secondo piano di una palazzina. «Non so cosa mi sia successo – dice – ma alla fine mi sono lasciata andare, sono stata in casa senza acqua e senza luce, buttata dove capitava».

La storia si trascina per mesi fino a quando la cittadina decide di chiedere aiuto a una cugina. Le racconta il suo disagio, si sente abbandonata. Il problema è riuscire a entrare nella casa di Chiara che si vergogna di quello che le sta capitando. Quando la parente riesce a entrare in casa scopre una situazione di degrado che non avrebbe mai immaginato. Rifiuti ovunque, come solo possono fare i cosiddetti accumulatori seriali che colmano le loro case di oggetti di ogni genere, a cominciare dai rifiuti. «Quando, finalmente sono entrata nell’appartamento – dice la cugina – sono rimasta senza parole. Mia cugina è stata lasciata sola, senza alcun aiuto. Questo non è accettabile. Le amministrazioni locali trovano il modo di aiutare tutto il mondo e non guardano quello che succede ai loro concittadini. Lo trovo vergognoso. Non è accettabile. Voglio andare fino in fondo a questa vicenda e capire se ci sono responsabilità. Mi chiedo come sia stato possibile lasciare questa donna da sola per così tanto tempo. Funzionano così i servizi sociali?». La donna racconta che per lei entrare nell’appartamento della cugina è stato come entrare nell’inferno. «Di fronte a me una figura esile, magrissima, non mangia l' alimentazione adeguata per la sua malattia, il diabete. La sua casa è colma di immondizia, ovunque, sporcizia, sacchi neri colmi di spazzatura, la presenza di insetti e vermi è inquietante. Dorme sul divano con a fianco montagne di bottiglie d'acqua vuote, posaceneri pieni di mozziconi di sigarette, lattine, cibo sparso».

Il bagno non è utilizzabile. Su richiesta della cugina gli assistenti sociali «hanno fatto un sopralluogo in mia presenza, il giorno dopo è stato fatto un secondo sopralluogo per prendere atto del lavoro da svolgere per la disinfestazione e la pulizia della casa».

Ieri mattina è cominciato il primo intervento di pulizia e alle 10 erano già una ventina i sacchi di rifiuti caricati su un furgone per essere poi smaltiti. «Mia cugina è invalida al 50%. Non ci vede, da un occhio e ha pochissima vista e dall' altro, dovrà sottoporsi alla preospedalizzazione per un intervento di cataratta il giorno 30 agosto alle 9 a Livorno, nessuno potrà accompagnarla».

Cosa chiedere? «Serve che i servizi sociali si occupino di lei, che ora vive temporaneamente a casa mia. Ha bisogno di una casa senza scale, dell’esenzione per la malattia del diabete, di qualcuno che la segua quando deve fare visite e ricoveri. Mi chiedo come mai le sia stato tolto l’assegno del reddito di cittadina e nessuno si sia chiesto come facesse ad andare avanti. Mia cugina oltre all’esenzione totale delle spese sanitarie, medicinali, chiede un lavoro per potersi sentire ancora utile».

Abbiamo chiesto all’Asl di verificare cosa è successo in questi mesi ma gli uffici hanno preso tempo per verificare come mai la donna è stata dimenticata.

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