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Pd, Franchi si ricandida: «Uniamo le due federazioni»

di Franco Marianelli
Pd, Franchi si ricandida: «Uniamo le due federazioni»

Il segretario uscente resta in pista e raccoglie il guanto di sfida di Bechini

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ROSIGNANO. “Hic manebus optime” dice sostanzialmente Alessandro Franchi per annunciare la propria ricandidatura alla guida del Pd provinciale, usando la frase latina “Qui ci stiamo benissimo”, ormai entrata nel gergo della politica, per affermare di non avere intenzione di fare un passo indietro in merito al proprio incarico. Dalla Bassa Val di Cecina, Alessandro Bechini gli ha lanciato il guanto di sfida. Ma Franchi non intende tirarsi indietro. 47 anni, amministratore della discarica di Scapigliato, prima tessera di partito quella dei Ds nel 2000, dieci anni sindaco di Rosignano, quattro presidente della Provincia («Sono favorevole al ritorno della elezione diretta di presidente e consiglieri», ci dice) e soprattutto “democratico” ante litteram. «Sì - sorride – il mio esordio in politica fu nella lista “Democratici per Rosignano” a sostegno dell’allora candidato sindaco Simoncini, dove fui eletto come indipendente».

Perché ha deciso di ricandidarsi?

«Ho avuto modo di ascoltare molti compagni di tutte le realtà geografiche del territori della federazione e sono stato incoraggiato a farlo. Le persone che mi sostengono fanno parte di tutte le anime del partito e a maggior ragione ho maturato questa scelta».

Qual è la cosa più importante realizzata nell’attuale mandato alla guida del Pd tale da convincere a votarla nell’urna congressuale?

«Sono segretario dal maggio 2021 e non ho avuto molto tempo per operare. Ritengo però di aver dato un valido contributo per far sì che le diverse sensibilità del partito trovassero un “unicum” per cui lavorare assieme».

Che cosa pone al centro della sua futura campagna congressuale?

«Del lavoro per l’unità del partito ho già detto, poi presenterò una valida squadra di dirigenti che mi affiancherà nel lavoro. Tra la priorità il rilancio della Toscana costiera che ha ancora molte cose da valorizzare. Dobbiamo trovare tutti insieme la strada migliore per far sì che il Pd torni ad essere il partito guida».

Bonaccini, Schlein o altri per la leadership del partito?

«Non penso proprio che nel momento in cui mi candido chiedendo l’unità interna sia opportuno esprimersi. Lo farò a tempo debito».

All’interno del Pd livornese c’è chi spara a zero sui vertici del partito (la sezione di Collinaia ad esempio), lei ha qualcosa da replicare?

«Torno a ripetermi: voglio lavorare per tutto il Pd. Sono convintissimo della proposta di unificare le due federazioni. I tempi sono tali per cui la divisione nuoce a tutti. Meglio una forza che due debolezze. Certo dovranno esser d’accordo anche loro».


 

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