Cecina, dieci fotografie per problemi che attendono una soluzione
Dallo zuccherificio al pedaggio: temi in sospeso
CECINA. Dieci fotografie, dieci questioni irrisolte, alcune delle quali lo sono da anni ormai. Progetti che devono essere portati a termine, decollare, trovare le risorse per andare in porto. A partire proprio dal porto di Marina. Ottenuta l’omologa del concordato che permetterà di pagare i creditori, manca però un compratore. Che dovrà mettere 20 milioni di euro per adempiere agli impegni previsti, oltre alle risorse per il completamento del porto e quelle per le opere pubbliche in convenzione. Offerte in vista non ce ne sono.
Ma soprattutto come questione aperta c’è quella che riguarda le opere pubbliche previste dalla convenzione che risale al 2011: l’argine sinistro da completare e soprattutto il ponte di via Volterra. Quest’ultimo merita un altro capitolo delle questioni irrisolte: ne è previsto il completo rifacimento, con la realizzazione della pista ciclabile e il passaggio pedonale, necessari per garantire sicurezza a chi lo attraversa. Altro scatto, altra questione che merita di essere affrontata: quella dell’erosione delle nostre spiagge al Tombolo Sud. Gli interventi di ripascimento realizzati finora hanno restituito metri all’arenile, a protezione della pineta, ma sono "palliativi". Il progetto approvato prevede invece la realizzazione di otto isolotti paralleli alla costa, una sorta di barriera frangiflutto. Intanto è prevista la realizzazione dei primi tre, poi dovranno essere trovate le risorse per i restanti cinque ma i lavori devono ancora cominciare. Restando sempre a Marina, foto inevitabile: l’ex discoteca Metropolis. Chiusa e fallita da anni, dopo decine di aste andate deserte, è stata acquistata ma serve un piano di recupero: 3.000 metri quadrati e l’unica destinazione d’uso vietata è quella legata all’edilizia abitativa. Se da Marina si va verso il centro ecco il vero monumento alle questioni irrisolte: l’ex zuccherificio. Per quanto affascinante come rudere industriale, resta uno spazio abbandonato il cui recupero è ancora lontano. Il mastodontico progetto di lottizzazione è rimasto fermo al palo e l’ultima idea infatti è quella di portarvi l'intera area museale in collaborazione con gli Uffizi.
Che il 2023 possa essere l’anno in cui si approda a qualcosa di concreto? Sarebbe sicuramente un bel biglietto di visita. Il biglietto da visita che deve ancora migliorare invece è la stazione e l’area circostante. Sia sulla stazione ferroviaria che sulla vicina piazza Gramsci ci sono progetti importanti. La stazione è interessata da un progetto di riqualificazione portato avanti da Ferrovie ma che va a rilento: doveva essere concluso entro il 2022 e invece è ancora fermo in banchina. Per piazza Gramsci invece la riqualificazione è in capo al Comune: tra gli interventi finanziati dal PNRR, ne è previsto il completo rifacimento. Di dare un nuovo volto a piazza Gramsci si parla da anni, adesso il progetto potrebbe davvero vedere la luce. Capitolo scuole. In ballo tre nuovi campus scolastici: Palazzaccio, Palazzi e Marina. La primaria Marconi in particolare attende da tempo una struttura moderna e adeguata, che possa anche ospitare le aule per la scuola di infanzia. La promessa, ribadita più volte dal sindaco, è di avviarli, almeno, prima della conclusione del mandato che scade nel 2024.
Il 2023 dovrebbe quindi essere l’anno delle scuole. Si sono fatti invece nuovamente sentire i cittadini di Collemezzano dove è in corso una raccolta firme: le richieste sono le stesse di sempre, e finora non hanno mai trovato risposte concrete. Strade dissestate, a tratti impercorribili a causa delle buche, e senza illuminazione. Inevitabile inserire tra le questioni irrisolte di Cecina quella del pedaggio autostradale: ancora chi arriva a Cecina da nord si trova costretto a versare un balzello di 70 centesimi per percorrere pochi chilometri di autostrada che niente hanno di diverso dal resto della Variante se non il colore dei cartelli. Petizioni, interrogazioni, appelli: tutti sono d’accordo sull’insensatezza di quel pedaggio ma non c’è modo di eliminarlo. E se il 2023 riuscisse a portare con sé una soluzione, sarebbe qualcosa di simile ad un miracolo.
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