Il Tirreno

Schinasi e il Neofuturismo mostra al Comune vecchio

di Michele Falorni

La città dedica una mostra all’artista che si divide tra Casino di terra e Nizza Vernissage sabato, selezione di 23 opere realizzate nell’arco di 30 anni

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CECINA. Il Comune vecchio ospiterà da sabato 23 aprile a mercoledì 18 maggio la mostra di Daniel Schinasi dal titolo “Neofuturismo, dalla Costa azzurra alla Costa etrusca”. A promuoverla è il Comune di Cecina in collaborazione con il Centro formazione arti visive e la cooperativa il Cosmo.

L’artista è un personaggio e non solo una persona. Capace, con la propria creatività, di raccontare il mondo dipingendone i cambiamenti sulla tela. Non a caso, la corrente da lui sviluppata, il neofuturismo, «guarda al domani – dice il sindaco Samuele Lippi – e da noi è apprezzata in quanto di concezione innovativa». In via Landi erano presenti anche la direttrice della biblioteca Beatrice Gori e la presidente del Cosmo Silvia Guerrini, che con l’amministrazione e il professor Francesco Bozolo hanno curato l’allestimento.

Un’opportunità per ragionare sull’arte. Il 25 aprile ricorreranno i trent’anni da quando Schinasi inaugurò il quadro alla stazione ferroviaria di Cecina. E Lippi vuole ricordarlo durante la tradizionale cerimonia. Un aggancio all’attualità, che ha permesso al pittore di illustrare i propri lavori, 23 in tutto, di cui tre di grande formato - 1,50 metri per 1,40 - dedicati a Rubens, senza dimenticare gli omaggi a Michelangelo («il mio maestro») e a Giacomo Puccini, del quale ha amato l’opera. Esposti pure otto disegni. Il taglio del nastro è per le ore 17,30. Giovedì 28 alle 18 sarà presentato il documentario di Ulrike Hahn, “Daniel Schinas, exode d’un juif italien d’Alexandrie”, un racconto della sua vita, a cui parteciperà la regista.

L’artista a breve donerà a Cecina la prima statua in Italia di Elio Toaff, che l’amministrazione collocherà a fine maggio in piazza Nilde Iotti. Sul petto del rabbino, saranno incisi i dieci comandamenti, «leggi valide – afferma l’artista –, ma purtroppo disperse dalla società dei consumi, dall’egoismo e dalla solitudine. Per invertire l’ordine delle cose servirebbe una rivoluzione». Il pittore trascorre con la moglie, Manuela Natalini, parte del suo tempo nella sua casa-studio a Casino di terra quando non è a Nizza. Per questo ha scelto per la rassegna cecinese un titolo che riguardasse entrambe le coste, Azzurra ed Etrusca, dove ha passato tanti anni. «Le opere – conclude – vengono da lì a qui, nel periodo che va dal 1974 al 2016. Sono composte ad olio e a tempera». A settembre lo attende un viaggio a Madrid per una mostra nelle sale di Casa Sefarad, la Casa Ebraica.

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