L’ex goleador Protti per un resort da serie A
Il calciatore apre un albergo in una villa del secolo XVII a San Ruffino e subito fioccano le prenotazioni da mezza Europa
LARI CASCIANA TERME. Un altro tassello per il turismo di lusso sulle colline pisane si unisce alla già fiorente offerta per facoltosi stranieri che preferiscono la quiete vera della campagna toscana al glamour e al clamore rumoroso delle località di mare dove l’apparenza troppe volte inganna. È il San Ruffino resort, nell’omonimo borgo sulla strada che da Pontedera porta a Casciana Terme. Aperto da 15 giorni ha già molte prenotazioni fino a ottobre di clienti provenienti da Paesi scandinavi, Svizzera, Germania, Olanda, Belgio Stati Uniti e Russia.
Tentata vendita ai russi. Una struttura ricettiva inserita in una villa che sembra un castello del diciassettesimo secolo, poi ristrutturato e ampliato dall’architetto pontederese Luigi Bellincioni nel diciannovesimo e, alla fine acquistato dall’ex calciatore del Livorno Igor Protti e i fratelli cecinesi Andrea e Stefano Paparelli. Qualche anno fa stava per essere venduto a un magnate russo per nove milioni di euro. L’affare non è andato in porto e la villa è rimasta chiusa per otto anni prima della decisione di trasformarla in un resort. E, a giudicare dal successo riscontrato nei primi quindici giorni di booking sui siti internet specializzati, è stata davvero una intuizione felice. Le prenotazioni, infatti, sono cominciate ad arrivare praticamente subito. Con il risultato che di settimane libere per i prossimi mesi di bella stagione ne sono rimaste poche.
Un rosso che attira. Il resort è inserito in un parco secolare da due ettari. Durante l’inaugurazione ufficiale di ieri, alla quale hanno partecipato rappresentanti di circa trenta tour operator europei, i giardini e le piante intorno al castello non sono passati inosservati. Così come il colore rosso degli esterni: una sorta di amaranto, molto caro a Protti per i suoi trascorsi nel Livorno, ma che è invece il colore originario della costruzione, tra l’altro vincolato dai beni architettonici. Un colore che salta agli occhi, specie sul calar della sera, e che introduce a un lusso di sostanza più che di apparenza, sorvegliato da una guglia che dà sulla vallata verso Casciana Terme e che era usata come guardina. Una esclusività che si può toccare passando la mano sui marmi di cui sono composti i bagni di alcuni dei 16 appartamenti ricavati dai locali della villa. Ma che si può anche vedere osservando gli affreschi originali dell’epoca in parte delle 8 suite presenti nel San Ruffino resort. Completa la “dotazione” del San Ruffino resort una piscina di non grandi dimensioni e la sala per colazioni, l’unico angolo del castello in cui si può mangiare mancando un ristorante vero e proprio. E in fatto di prezzi si può tranquillamente parlare di lusso a buon mercato, visto che si va dai cento euro a notte in periodo di bassa stagione ai 239 euro in alta stagione come massimo.
Sinergia con il territorio. Ma l’assenza di un ristorante è sostituita dalla convenzione con cinque ristoranti della zona, nei quali i turisti possono andare a mangiare a prezzi concordati. Il resort, quindi, si integra col territorio, anche perché si sfrutta il modello del Borgo di Colleoli, nel comune di Palaia, un’altra struttura che sta avendo un enorme successo di visitatori, tanto che lo stesso comune di Palaia, da sette anni a questa parte, ha triplicato le presenze di stranieri. I responsabili del Borgo di Colleoli fanno parte della società che gestisce il resort di San Ruffino, paese che questa operazione punta a portare a nuova vita.
Cinque assunzioni. L’apertura del resort ha permesso a cinque persone di ottenere un lavoro: tre alla reception e una coppia alle manutenzioni. Numeri non altissimi, ma che potrebbero essere destinati a crescere. I lavori di ristrutturazione, infatti, non sono finiti. C’è da sistemare una parte del giardino. Ma ci sarebbe da fare anche un ristorante nella parte sottostante la villa, fatta di cunicoli e piccole grotte, detta La Limonaia.
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