La Germania premia l'artista partigiano
Iniziativa dell'Icit, che chiude la Borsa con un convegno sui grandi viaggiatori
2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. Il viaggio come forma di conoscenza e superamento del pregiudizio sull'altro (il diverso, lo straniero). A questo tema era dedicato l'ultimo atto della XI Borsa culturale italo-tedesca organizzata da Gertrud Schneider, dell'Icit di Livorno. L'Istituto di cultura italo tedesca promuove infatti da molti anni iniziative di conoscenza reciproca e amicizia tra i due popoli. E quest'anno Castello Pasquini ha ospitato per due giorni mostre, proiezioni, spettacoli musicali, tutti ispirati al reise (viaggio in tedesco). Protagonisti gli studenti rosignanesi e un nutrito gruppo di persone provenienti dalla Germania. Che domenica mattina hanno partecipato a due momenti intensi. Prima la premiazione di un grande artista, ex deportato nei campi di concentramento tedeschi: Vittore Bocchetta. 92 anni portati splendidamente, la figura e la biografia di Bocchetta (quasi un romanzo, tra persecuzioni e messe al bando anche nell'Italia post bellica che l'hanno costretto a un lungo peregrinare all'estero) sono state tratteggiate con affetto da Andrea Mickel e Adrian Boesken della Federazione associazioni culturali italo tedesche (Vdig). Presente Giacomo Luppichini per i partigiani dell'Anpi e l'assessore Luca Agostini per il Comune. Emozionante la premiazione, con una scultura in ferro che rappresenta i due Paesi e la funzione unificante della musica. È seguito il convegno, dal tema "Lo sguardo del viaggiatore". L'incontro era ispirato al grand tour, che molti tedeschi della borghesia colta - Goethe su tutti - intrapresero tra Settecento e Ottocento verso le maggiori città d'arte italiane. Viaggi culturali, ma anche di piacere. Fughe talvolta dall'insoddisfazione o dalle delusioni. In ogni caso percorsi di formazione. Relatori del convegno, moderato dalla giornalista Maria Meini, caposervizio del Tirreno, il filosofo Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di lettere dell'Università di Pisa; Renata Crea, della Casa di Goethe di Roma; Chiara Santucci, dell'associazione culturale Dig di Hannover. Si è parlato appunto del Gran Tour e dell'occhio di grandi artisti come Goethe, Seume e Heine (tra i più famosi) che - hanno ricordato le due relatrici - trasferirono in celebri diari i loro viaggi in Italia, soprattutto a Roma e nel sud alla ricerca del mito greco. Del superamento (non sempre avvenuto) del pregiudizio che li accompagnava. Lo sguardo è passato poi al presente, all'evoluzione (involuzione) del viaggio in senso moderno, fino al turismo mordi e fuggi. Senza dimenticare i "viaggi della vita" e della speranza. Il viaggiatore - ha detto Iacono - deve riuscire a diventare estraneo a se stesso per trovare l'altro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google