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Femminicidio, le radici del male e gli strumenti per riconoscerlo

Femminicidio, le radici del male e gli strumenti per riconoscerlo

Marco Giordano, l’ex finanziere, oggi criminologo, torna in libreria con un saggio aggiornato sulla violenza di genere

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È arrivato in libreria venerdì scorso “il femminicidio: radici culturali, dinamiche psico-sociali e risposte giuridiche”, il nuovo saggio firmato da marco giordano per a&a marzia carocci edizioni. Un titolo che non lascia spazio a equivoci e che affronta uno dei temi più dolorosi della cronaca contemporanea provando a leggerlo nella sua complessità: non solo come fatto giudiziario, ma come fenomeno che affonda le proprie radici nella cultura, nelle dinamiche psicologiche e nei rapporti sociali.

Non si tratta di un esordio sull’argomento. “La prima edizione era uscita nel 2014, all’epoca della Convenzione di Istanbul - racconta l’autore -. È passato molto tempo: il quadro normativo e sociale è cambiato, e il libro andava aggiornato e rivisto profondamente”. Il risultato è un’opera che intreccia l’analisi criminologica, la riflessione psico-sociale e l’inquadramento giuridico, con l’obiettivo dichiarato di offrire al lettore non specialista uno strumento di comprensione.Per Giordano la scelta del tema non è casuale. “I reati contro la persona mi toccano da vicino - spiega -. Da ragazzo vivevo solo con mia madre, che subì ‘attenzioni particolari’: è una sensibilità che non mi ha più lasciato”. Non a caso il volume si apre con una dedica alle “sofferenze vissute in silenzio da tutte le donne” e alla memoria della madre Augusta e della nonna Neera, alle quali l’autore attribuisce la capacità di “interpretare e vivere” le pene del genere femminile.

Il libro nasce con un intento dichiaratamente divulgativo e civile. “Ho scritto per mettere uno strumento nelle mani delle persone, soprattutto delle categorie più deboli, perché possano comprendere e affrontare il problema”, sottolinea l’autore, che al saggio affianca una vera e propria campagna di sensibilizzazione contro quello che definisce ”amore malato”.

Dall’esperienza alla pagina

Per Marco Giordano la scrittura non è un’attività occasionale. Criminologo e investigatore autorizzato, ha alle spalle 18 pubblicazioni che spaziano dai reati contro la persona a temi di stretta attualità sociale come il mobbing e lo stalking, fino ad argomenti di carattere storico, geografico e perfino legati al mondo delle start-up. Alcuni di questi volumi sono raccolti e consultabili online sul sito www.librimarcogiordano.it.

Il filo conduttore, soprattutto nelle opere dedicate alla sicurezza della persona, resta sempre lo stesso: trasformare l’esperienza maturata sul campo in conoscenza accessibile. “Il mio obiettivo è dare alle persone gli strumenti per capire”, ripete l’autore, convinto che l’informazione sia la prima forma di prevenzione.

Trentacinque anni al servizio della sicurezza

Prima ancora che autore, Marco Giordano è un professionista della sicurezza. Ex agente della Guardia di Finanza, da trentacinque anni si occupa di protezione, tutela e sicurezza in ogni ambito lavorativo, alla guida di uno staff che opera principalmente in Veneto, Trentino, Friuli, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Liguria, ma che attraverso collaboratori e corrispondenti di fiducia è in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale e all’estero. Negli anni si è specializzato nel settore criminologico: si è laureato in giurisprudenza in Italia e in Spagna, ha seguito diversi corsi di criminologia ed è iscritto come esperto all’IBPA, l’associazione internazionale degli analisti delle tracce di sangue (International Association of Bloodstain Pattern Analysts). Dispone inoltre dell’autorizzazione investigativa su tutto il territorio nazionale rilasciata dalla Prefettura di Roma.

L’attività si articola su più fronti. Il primo è la sicurezza agli eventi (concerti, sfilate, manifestazioni pubbliche e private, locali notturni e discoteche) con il controllo di accessi, inviti, biglietti, pass e la capacità di individuare e segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine persone sospette o pericolose. C’è poi il capitolo dell’accompagnamento e della protezione ravvicinata: servizi per V.I.P. con prelievo, trasporto e assistenza, hostess e driver, fornitura di autovetture anche blindate, valet parking, doorman e accoglienza clienti presso punti vendita di prestigio, con il supporto di personale altamente qualificato.

A questo si aggiunge la pianificazione completa dei soggiorni, dallo studio del territorio alla prenotazione di hotel e ristoranti. Infine le indagini di vario tipo, il supporto al recupero crediti aziendali e privati, il portierato e i servizi anti-taccheggio. Un ventaglio ampio, sempre improntato a un principio che l’investigatore ribadisce con forza: “Se sei un professionista serio, servi la persona con onore e fedeltà”.


Come cambiano le richieste di tutela

Negli ultimi anni le esigenze di sicurezza si sono trasformate, soprattutto per le imprese. “Nelle aziende sono cresciuti i casi di infedeltà dei dipendenti e l’uso improprio della legge 104 - osserva Giordano -, insieme alla richiesta di indagini su reati penali, sia per accusare sia per discolparsi”. Tra i privati, invece, la domanda resta più tradizionale e ruota in larga parte attorno all’infedeltà coniugale.

Il codice morale alla base del servizio

Affidabilità, prontezza, riservatezza e discrezione: sono queste, per Marco Giordano, le qualità irrinunciabili di chi lavora nella sicurezza. ”Le caratteristiche morali sono le più importanti - spiega -: il nostro è un compito delicato, in cui non si deve arrecare danno ma prevenirlo”. Lo staff è composto da professionisti non armati, addestrati per inserirsi con discrezione in ogni contesto. Un mestiere particolare, non sempre facile da conciliare con una vita familiare ordinaria.

www.guardiadelcorpo.com

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