Tuscany X.0: la Toscana come laboratorio europeo del digitale
Ecosistema, tre anni, cinque milioni di euro, tredici partner: il polo EDIH toscano chiude il mandato con un’eredità concreta per PMI e PA
Tuscany X.0 è uno dei tredici poli europei per l’innovazione digitale (EDIH) selezionati in Italia dalla Commissione Europea nel programma Digital Europe. Finanziato con circa cinque milioni di euro — co-finanziati da Bruxelles e dal MIMIT tramite i fondi PNRR — ha operato per tre anni con una missione precisa: accelerare la trasformazione digitale di PMI e Pubblica Amministrazione toscane contribuendo a costruire un ecosistema più strutturato e accessibile.
Tredici partner attorno allo stesso tavolo: capofila il Polo Tecnologico di Navacchio e GATE 4.0, affiancati dalle principali associazioni di categoria — Confindustria, Confesercenti, Confcommercio —, dal CNR, dall’IMT di Lucca e da quattro atenei: Università di Firenze, di Pisa, di Siena, Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant’Anna. Una coalizione che ha trasformato la ricerca accademica e i bisogni concreti delle imprese in un dialogo operativo concreto e continuativo.
Il cuore dell’iniziativa è stato un modello integrato capace di rendere le tecnologie avanzate – dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, fino al calcolo ad alte prestazioni – fruibili anche da realtà di piccole dimensioni, scelte per la loro rilevanza strategica rispetto alle sfide reali del tessuto produttivo regionale.
I numeri confermano l’impatto: 260 servizi di test tecnologici erogati, quasi 45 percorsi formativi per oltre 1.400 partecipanti e più di 280 attività di supporto all’accesso ai finanziamenti.
A questo si aggiungono oltre 10.000 persone coinvolte in eventi e attività di networking, segno di una crescente attenzione verso i temi della digitalizzazione.
Tre anni di attività hanno lasciato lezioni chiare. La burocrazia complessa è il primo ostacolo per le PMI: semplificare l’accesso alle opportunità non è un dettaglio, è una condizione di efficacia.
La formazione breve, modulare e flessibile funziona; quella lunga e frontale no.
E il supporto diretto nella preparazione delle domande di finanziamento — non la semplice informazione, ma l’accompagnamento operativo — si è rivelato il fattore decisivo per trasformare le intenzioni in progetti concreti e finanziati.
Guardando avanti, la visione è chiara: rafforzare l’adozione dell’AI nelle PMI, rendere le nuove tecnologie accessibili anche alle realtà più piccole, consolidare la Toscana come hub europeo dell’innovazione capace di connettere competenze, imprese e ricerca. Un’ambizione sostenuta da una rete già costruita e da un metodo che ha dimostrato di funzionare.

