Azienda agricola bio, come nasce un pacco di pasta biodiversa
Dal 1987, promuove una transizione Agroecologica dell’agricoltura che guarda al futuro e pensa al benessere di persone e pianeta
Secondo i dati resi noti dall’Unione Italiana Food, ogni italiano consuma oltre 23 kg di pasta all’anno. Possediamo anche il primato di Paese che ne mangia di più su base quotidiana, con almeno un piatto di pasta al giorno sulle tavole di circa l’83% degli italiani. Tra le più di 120 imprese nostrane dedicate al settore spicca l’Azienda Agricola Biologica Floriddia, un incantevole complesso di circa 300 ettari immerso nelle Colline Pisane della Valdera, a 16 km da Peccioli e a 5 da Villamagna di Volterra.
Una grande famiglia allargata
L’azienda, fondata intorno agli anni Sessanta da Giuseppe Floriddia e da sua moglie Sabia, si è notevolmente evoluta nel tempo grazie anche ai continui investimenti e progetti portati avanti dai due figli Rosario e Giovanni, oggi rispettivamente coltivatore e mugnaio. Nel 1985 scatta la conversione al metodo dell’agricoltura biologica con l’obiettivo di eliminare totalmente la chimica di sintesi sempre più presente nei metodi di agricoltura moderni. La filosofia è una sola: ritornare a un’agricoltura che rispetti sia la terra che le persone. Per farlo, la famiglia Floriddia si dota di un mulino a pietra artigianale, necessario per garantire qualità e profumo alla farina grazie anche ad un avanguardistico sistema di selezione e pulizia dei cereali, passa alla semina di grani di vecchie varietà e, dal 2009, esclusivamente di cereali antichi. I servizi che propongono, oltre alla produzione di grani, farine, paste, pane e dolci, comprendono anche un agriturismo e una fattoria didattica che ogni anno accoglie scuole e studenti dalla materna fino ai corsi post-universitari. Attenti al benessere dei lavoratori, l’azienda ha inoltre proposto, nel 2012, ai suoi 13 dipendenti di lavorare con un orario ridotto di 28 ore settimanali. Questi ultimi compongono una vera e propria squadra fatta di mugnai, fornai, magazzinieri, agricoltori, commerciali e molto altro che più che un team di dipendenti si considerano come una vera e propria famiglia.
La ricerca incontra i produttori e da qui nascono innovazioni
Il necessario processo di trasformazione della filiera è stato reso possibile anche grazie alla stretta collaborazione con Università ed enti di ricerca che l’Azienda Agricola Floriddia porta avanti da anni. In particolare, Giovanni e Rosario si avvalgono della preziosa collaborazione di esperti come il dottor Giovanni Cerretelli, agronomo e storico propugnatore del metodo di coltivazione biologica in Toscana, e il professor Stefano Benedettelli, genetista all’Università degli Studi di Firenze e specialista in grani duri e teneri adatti a pastificazione e panificazione, nonché di associazioni come Rete dei Semi Rurali.
I vantaggi dei grani antichi
La fruttuosa partnership tra ricercatori e produttori ha fatto capire a questi ultimi che un ritorno ai grani più antichi è la soluzione più vantaggiosa e sostenibile. In primis sicuramente per un utilizzo minore dell’acqua di irrigazione (nonché di prodotti chimici come diserbanti o concimi organici). Il miglio, ad esempio, è stato il cereale più utilizzato nei secoli scorsi in Europa e lo è tutt’ora in Africa in quanto richiede pochissima acqua ed ha un potere nutriente decisamente notevole rispetto al mais che da anni domina le coltivazioni di cereali. I grani antichi hanno anche una seconda qualità che è quella di possedere una molecola del glutine ben riconoscibile da parte dell’organismo umano che è, quindi, anche più facile da digerire. Attraverso le lavorazioni corrette poi, il processo di trasformazione consente di non avere picchi glicemici. L’innovazione ha portato a risultati incredibili in quanto le persone intolleranti al glutine possono tranquillamente consumare questa tipologia di prodotti presenti all’interno dell’offerta della Floriddia.
Il festival della Gentil Pasta ne promuove un consumo sano
L’opera di divulgazione di questa nuova metodologia di agricoltura sostenibile e rispettosa si rispecchia anche nell’ultima novità in casa Floriddia: il festival della “Gentil pasta”. Chiamato così perché la pasta non solo non offende il suolo ma neanche la salute delle persone, l’evento, che per ora ha visto solo una prima edizione sperimentale che si è tenuta dal 12 al 15 giugno di quest’anno, verrà riproposto anche i prossimi anni, nella speranza che la Regione Toscana si interessi a questa importante iniziativa e la patrocini, al fine di promuovere ulteriormente il consumo sostenibile e consapevole di questa prelibatezza che ci ha resi celebri nel mondo. Durante l’edizione scorsa, ha spiccato l’intervento del prof. Massimo Bonacci, oncologo e presidente dell’associazione Artoi, che ha certificato la pasta di Floriddia come “pasta della salute”. Questo perché è scientificamente provato che sia adatta anche a chi possiede un’intolleranza al glutine in quanto previene le infiammazioni croniche ed è anche un’ottima coccola post cure mediche, “ultima novità in casa Floriddia, e in altre cinque aziende agricole bio toscane dello stesso stampo”.
Via della Bonifi ca, 171 - 56030 Peccioli (PI) - 0587 697184 - info@ilmulinoapietra.com
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