Il Tirreno

Porti Turistici
L’impegno del consorzio Marine dalla Toscana, la rete di undici porti della regione

Verso la sostenibilità delle barche, grazie al motore elettrico

Verso la sostenibilità delle barche, grazie al motore elettrico

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Come è possibile rendere sostenibile la navigazione? Per il consorzio Marine della Toscana, la rete dei porti nata nel 2019 e che riunisce undici porti della regione, la chiave nell'immediato futuro risiede nell'elettrico e, successivamente, nell'idrogeno. Il consorzio, come spiega il direttore Pietro Angelini (che è anche direttore del centro servizi Navigo), è stato fondato con l'obiettivo di implementare l'ospitalità degli scali e i servizi a terra per le barche: “Abbiamo cominciato a promuovere i porti toscani come una realtà unitaria, partecipando alle fiere internazionali a Cannes, Genova, Montecarlo e Düsseldorf e interagendo con gli esperti del settore”. I vantaggi per l'utente sono molteplici, perché tutti i porti della regione condividono gli stessi strumenti e lo stesso linguaggio, facilitando notevolmente l'attracco del diportista durante il suo viaggio a tappe.

L'impegno per la sostenibilità e l'accessibilità dei porti

Il consorzio comprende i porti turistici di Viareggio (la Madonnina e anche delle parti di banchine nelle darsene storiche, lo Yacht Broker e Lusben), quello di Bocca d'Arno a Pisa, il Lusben e porta a Mare a Livorno, marina Cala de' Medici a Castiglioncello, marina di Salivoli e marina Arcipelago Toscano a Piombino (quest'ultima in costruzione), Marina dei Presidi a Porto Ercole e, infine, porto Azzurro all'isola d'Elba.

Tra gli obiettivi che il network cerca di perseguire ci sono il riconoscimento, anche a livello internazionale, delle competenze acquisite dai consorziati nel campo della gestione dei porti, l'ideazione di un programma di attività di formazione, partecipazione e organizzazione di incontri, convegni, fiere e workshop - promuovendo la cultura della collaborazione, della professionalità e dell’innovazione tecnologica -, trattare con i fornitori di beni e servizi, per ottenere le migliori condizioni contrattuali e per realizzare economie di gestione all’interno dei singoli consorziati e, infine, studiare e promuovere programmi comuni, anche in collaborazione con altre organizzazioni, per la divulgazione di prodotti o servizi offerti alla clientela dalle imprese consorziate. Inoltre, Angelini e i suoi sono impegnati su tre temi, ovvero l'accessibilità, la sostenibilità e l'innovazione tecnologica. Specialmente sul primo, Angelini commenta così la situazione attuale: “Ci sono pochi strumenti diffusi in grado di consentire a un utente con disabilità di avere un full service nei porti. Noi abbiamo mappato i servizi e gli strumenti dei nostri punti di attracco”.

Il direttore racconta che negli scorsi giorni Marco Rossato, velista paraplegico, ha organizzato un circuito di visita nei porti toscani per osservare il livello di presenza delle barriere architettoniche e testare gli strumenti di accoglienza accessibile, evidenziando delle possibili soluzioni per apportare delle migliorie: “Così si deve agire: da un lato si studiano i sistemi, dall'altro si applicano e si testano in maniera operativa, verificandone la loro funzionalità”.

Oltre che su questo tema, il consorzio è impegnato con energia e forza strategica sulla sostenibilità delle barche e sulla loro innovazione tecnologica, dotandosi di strumenti che consentano al diportista di interagire con il porto in maniera diretta, senza dover passare per forza dalla torretta: “Stiamo lavorando cercando soluzioni e guardandoci a livello internazionale. È il nostro elemento distintivo: le barche del futuro saranno elettriche e avranno sempre più bisogno di un rapporto con la terra integrato, unendo il porto e la barca sul tema della sostenibilità”, spiega Angelini. Infatti, cambiando la barca e le propulsioni, i porti dovranno saper “cogliere l'opportunità per ospitare la barca elettrica e poter offrire servizi di ricarica”, continua il direttore, mentre spiega che entro dieci anni il punto d'approdo per la nautica sarà il full electric, mentre le previsioni per i prossimi vent'anni sono si pongono l'obiettivo di realizzare motori a idrogeno.

“Chi ospita le barche dovrà essere integrato con queste tecnologie – motiva – noi dobbiamo rendere reali ed efficienti le interazioni con le barche. Questa è una grande possibilità per il turismo della regione: la Toscana può offrire il meglio dei servizi a barca e a terra, attuando direttamente in banchina le innovazioni come le colonnine di ricarica o i sistemi di scambio digitali. Questo è il nostro ruolo di connessione tra le marine”.

La stagione 2023

La stagione diportistica aprirà a inizio maggio e durerà fino a fine settembre: le aspettative sono alte, vista anche la crescita della vendita delle barche durante e dopo il Covid-19. “Il movimento delle barche tra il 2020 e il 2021 è stato limitato – commenta Angelini – e nel periodo del Coronavirus abbiamo inserito nei vari porto degli elementi di attrattività e tanti elementi di sicurezza”. Poi la nautica è “esplosa”, come spiega il direttore: “Le vendite delle barche sono cresciute durante la pandemia”. Infatti, nel 2021, il fatturato mondiale della cantieristica nautica da diporto è stato stimato a 31 miliardi di dollari: il 52,9% è rappresentato dalle barche a motore (un settore che in Italia ha generato 3 milioni 282mila euro), la vendita di barche aperte e gommoni ha raggiunto il 35,9%, pari a 11 miliardi di dollari (un frangente di 187 milioni di euro Italia), mentre l'11,2% è il totale delle vendite delle barche a vela, con una stima di 3,5 miliardi di dollari sul mercato globale e di 148,5 milioni di euro. Una crescita esponenziale che non si vedeva dal 2007-2008 e che fa ben sperare tutto il settore della nautica: con la pandemia molte persone si sono avvicinate a questo mondo, vedendo nelle barche anche un mezzo per avere libertà senza rinunciare alla sicurezza. ●

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