Italia
La “principessa” Sara narrata da Violetta Bellocchio
Doppio appuntamento versiliese per la scrittrice Violetta Bellocchio, in libreria con il suo nuovo romanzo “Mi chiamo Sara, vuol dire principessa”(Marsilio Editore)
Doppio appuntamento versiliese per la scrittrice Violetta Bellocchio, in libreria con il suo nuovo romanzo “Mi chiamo Sara, vuol dire principessa”(Marsilio Editore). L’autrice - già ospite dalle nostre parti l’anno scorso - sarà domani pomeriggio al caffé letterario Lettera 22 di Viareggio, per un incontro condotto da Cristina Bulgheri, giornalista de Il Tirreno, e sabato alle 18.30 alla libreria Nina di Pietrasanta presentata dall’amico e collega Giampaolo Simi.
Dopo il successo de “Il corpo non dimentica” (edito da Mondadori) in cui ha messo a nudo il suo passato di alcolista vissuto tra i 25 e i 28 anni, Violetta - che è la figlia di Lella Ravasi Bellocchio, famosa analista junghiana e nipote del regista Marco Bellocchio - torna davanti al suo pubblico con il suo nuovo romanzo
Con un ritmo trascinante e una voce potentissima, Violetta Bellocchio regala una protagonista senza precedenti nella narrativa italiana, per un romanzo che accompagna il lettore in un lungo viaggio alla scoperta della verità su se stesso.
Sara, l’adolescente protagonista della storia, arriva a Milano nell’autunno del 1983. È sola. È bella. Ha quindici anni. Vuole essere presa sotto la protezione di Antonio, un deejay bravo a lanciare attori e musicisti di nessun talento. Viene scelta, proprio lei, per dare corpo all’ultima idea di lui: “la rosa di vetro”, una principessa bianca che canta musica elettronica. Così Sara diventa Roxana, una stella del videoclip, con la voce di un’altra al posto della sua. Una ragazza divisa in due: solo la parte più forte sopravviverà.
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