Il Tirreno

Versilia

Amarezza Del Medico. «L’addio di Ceccarelli per il mio compleanno»

di Michele Morabito
Marco Del Medico con Samuele Ceccarelli
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Marco Del Medico con Samuele Ceccarelli

«Stavamo crescendo, invece finisce così»

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PIETRASANTA. Finisce – male – il matrimonio sportivo tra il coach versiliese Marco Del Medico e lo sprinter massese Samuele Ceccarelli che l’estate scorsa aveva fatto sognare l’Italia. Solo domenica scorsa Del Medico programmava la prossima stagione con Ceccarelli quando due giorni fa, il suo compleanno, come una doccia fredda è arrivata la telefonata con cui l’atleta annunciava al coach la decisione di cambiare allenatore. Del Medico non se l’aspettava e ovviamente non l’ha presa bene.
Il coach versiliese ha affidato ai social i suoi pensieri dopo un’analisi lucida su questo faticoso inizio di 2024 in cui si sono moltiplicati i problemi, un’influenza che non ha permesso all’atleta di allenarsi, ma anche forse un’ansia da prestazione che non aiutava dopo i successi dello scorso anno. «Nel febbraio 2020 – commenta Del Medico – ho accettato di iniziare questa avventura: ho portato con me un atleta che avrebbe abbandonato l'atletica, da otto mesi era fermo per un infortunio e da due anni non andava oltre il tempo di 10"58. Gli dissi di togliere subito i plantari, dopo due fratture da stress al perone: alla fine si era convinto che avevo ragione, togliendoli dopo la stagione indoor 2022. La stagione 2023 sappiamo com'è andata. Nella primavera più volte ho pensato di mollare: troppi atteggiamenti erano cambiati di colpo, ma poi ho sempre pensato che è un ragazzo e che non forse non era tutta farina del suo sacco. Con il passare dei mesi sono stato estromesso dalle dinamiche, siamo passati da io e lui a lui, gli altri e io. Ho cercato di non ragionare con la pancia: 20 anni fa, avrei chiuso tutto all'indomani del titolo europeo. Invece, ho temporeggiato, mi dicevano di stare tranquillo, che le cose sarebbero andate a posto. Siamo arrivati al 10"13 all'esordio al Golden Gala, poi la caduta. Ho colto il suo disagio quando dovevamo gareggiare a Parma al Merry Sprintmas prima di Natale, secondo me avrebbe fatto il record italiano assoluto sui 50 metri, sarebbe stato un test come l'anno precedente. Lui temeva potesse andare male, poi è arrivata l’influenza. Alle prime uscite è andata male per la paura di sbagliare. C’erano segnali di ripresa, ma anche segnali non belli, come quando non mi hanno portato ai Mondiali Indoor dove ero l’unico coach assente. Dovevamo vederci lunedì al campo di atletica di Marina di Pietrasanta, ma sabato non mi ha risposto al telefono e poi domenica, giorno del mio compleanno, mi ha chiamato per dirmi che ha un nuovo allenatore. Spero che Checcucci non usi la mia agenda degli allenamenti: non sarebbe corretto. Stavamo crescendo e invece finisce così: dispiace il modo, dispiace venire a sapere che da tempo stava cercando un altro allenatore, forse qualcosa che non viene neanche da lui. Ci buttiamo nella prossima avventura con entusiasmo e un po’ di dispiacere per come è finita». 

 

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