Il Tirreno

Versilia

Il personaggio

L’attaccante cresciuto a pane e calcio che dribbla le difese

di Massimo Guidi

	Nicola Sodini in azione
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Nicola Sodini in azione

Sodini: mi piace giocare nel vivo dell’azione

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VIAREGGIO. Nicola Sodini è uno dei tanti figli d’arte del calcio versiliese. Suo padre Stefano è stato un attaccante dal buon fiuto del gol nei campionati dilettanti, negli anni novanta del secolo scorso, che al suo ragazzo o meglio ai suoi ragazzi visto che anche il maggiore Francesco corre dietro a un pallone ha trasmesso la passione per il calcio. Venti anni compiuti lo scorso settembre, Nicola pietrasantino di Marina o più precisamente di Tonfano è uno dei giovani più interessanti che il Forte dei Marmi sta imponendo all’attenzione degli addetti ai lavori. Attaccante esterno è un destro naturale che però non gioca a piede invertito. La sua dote migliore è la velocità che gli consente di puntare e saltare l’avversario di turno alla ricerca del gol. Non si ritiene uno sfonda-reti ma nella stagione appena iniziata ha comunque già timbrato due volte il cartellino.

Cresciuto in famiglia a pane e calcio ha iniziato a tirare i primi calci nel Marina di Pietrasanta per andare a vestire una prima volta la maglia del Forte dei Marmi e di seguito quelle di Lido di Camaiore e Pietrasanta. Dalla passata stagione è tornato al Forte dei Marmi assieme al fratello Francesco, difensore centrale. Tifoso della Juventus, altra malattia di famiglia, i suoi idoli sono stati prima Tevez e poi, per lo stesso modo di stare in campo, Enrico Chiesa.

La prima domanda è la più scontata.Come è nata la passione per il calcio?

«Seguendo mio papà. Aveva già smesso nei campionati dilettanti ma ho fatto in tempo a vederlo giocare nel campionato Uisp e poi anche nel torneo delle Contrade di Pietrasanta. Una manifestazione alla quale abbiamo più volte partecipato anche io e mio fratello Francesco. Lui ha vinto due volte, io una e perso una finale».

E con suo papà parla di calcio?

«Certamente. Appena torniamo a casa mio fratello ed io ci confrontiamo con lui che ci dà sempre qualche consiglio».

Nella sua ancor breve carriera ha sempre giocato da attaccante esterno?

«Quando ero più piccolo ho giocato quasi in tutti i ruoli. Ma l’attaccante esterno è quello che mi è sempre piaciuto di più perché mi consente di essere nel vivo dell’azione, soprattutto in fase offensiva».

Si descriva tecnicamente: qual è il suo pregio?

«Sicuramente la velocità che mi permette di cercare l’uno contro uno e puntare a rete».

E un difetto?

«Devo migliorare con il piede sinistro e soprattutto nelle conclusioni a rete. Lo scorso anno ho avuto tante occasioni per segnare ma spesso non le ho sfruttate».

È la prima volta che gioca in squadra con suo fratello Francesco?

«No, eravamo già stati compagni di squadra nella juniores del Pietrasanta».

Cosa fa nella vita Nicola Sodini?

«Ho conseguito il diploma all’istituto alberghiero a Seravezza e in estate lavoro nell’albergo di famiglia».

Ha qualche problema nel conciliare il lavoro con il calcio?

«No. Perché in inverno siamo chiusi. In passato ho avuto qualche problema per fare la preparazione ma quest’anno papà ci ha concesso di poterci allenare fino dall’inizio della stagione».

Il Forte dei Marmi ha un roster di attaccanti di qualità. Esiste qualche rivalità?

«È vero, siamo in tanti ma non c’è assolutamente rivalità perché siamo un bel gruppo e dunque non ci sono problemi di sorta».

Sicuramente avrà qualcosa da imparare da un maestro come Tedeschi?

«Lo scorso anno purtroppo non ho mai potuto giocare con lui perché un infortunio lo ha messo fuori gioco per tutta la stagione. Per fortuna ora è tornato in campo e cerco sempre di osservarlo per imparare qualcosa da lui. Ma al di là del ruolo cerco sempre di rubare qualcosa ai più anziani come Lossi o altri».

La società ha fissato l’obiettivo finale quello dei playoff. È d’accordo?

«Ci siamo fissati il traguardo di conquistare qualche punto in più rispetto alla passata stagione dove gli spareggi ci sono sfuggiti solo per la "forbice". Ma quest’anno credo che abbiamo le potenzialità per centrare l’obiettivo perché siamo una buona squadra».È ancora giovane e dunque può sperare di salire qualche categoria...«Mi piacerebbe salire di una, due categorie. Magari proprio con il Forte dei Marmi che è una società molto ben strutturata e nella quale mi trovo bene».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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