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Versilia

Il centrocampista diventato baluardo dell’Arezzo: così si sale in serie C

di Massimo Guidi
Il  centrocampista diventato  baluardo  dell’Arezzo:  così si sale in serie  C

Lazzarini, nipote d’arte che punta in alto

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VIAREGGIO. Centrocampista per vocazione, difensore quasi per caso, ma fino a un certo punto. Perché se quel vecchio volpone di Paolo Indiani aveva scelto di arretrare Mirko Lazzarini in terza linea per sostituire l’esperto Polvani (infortunato) in una stagione dove l’Arezzo aveva l’obbligo di vincere il campionato, è evidente che aveva intuito le potenzialità del ragazzo nel poter occupare un posto al centro della difesa, ruolo impegnativo perché nella filosofia calcistica del mago di Certaldo i difensori devono stare alti e di conseguenza essere abili nel saper accettare l’uno contro uno. Mirko ha ripagato la fiducia del suo tecnico ma anche del diesse Paolo Giovannini, che lo aveva confermato dopo la deludente stagione precedente degli amaranto, disputando un campionato di alto livello tanto da risultare tra i giocatori aretini con il rendimento più elevato oltre che essere inserito nella rosa dei migliori interpreti del ruolo del girone E della serie D.

Ventidue anni compiuti nel novembre scorso, viareggino, nipote d’arte (lo zio Alessandro è stato portiere di Pisa, Alessandria, Como, Modena e Viareggio) ha iniziato a tirare i primi calci ad un pallone nel Centro Giovani Calciatori per poi passare al Capezzano e quindi al Forte dei Marmi – sempre con Marco Giunta allenatore – dove ha giocato prima nella juniores e poi tre stagioni in serie D se si eccettua un mezzo campionato al Montignoso in Eccellenza con il quale ha vinto una Coppa Toscana d’Eccellenza. Tifa Juventus ma il suo modello è sempre stato Gennaro Gattuso nel quale si rivede per il modo di stare in campo.

Cosa significa vincere un campionato in una piazza storica del calcio toscano come Arezzo?

«È stata un’emozione difficile da descrivere anche perché sinceramente dopo la brutta stagione precedente non mi aspettavo così tanto affetto. Contro la Pianese c’erano seimila spettatori e dopo la festa sul campo i tifosi si sono portati in corteo per le vie della città per brindare al meglio per il ritorno in un campionato professionistico».

Per lei una stagione da protagonista, in un ruolo inedito visto che mai aveva fatto il difensore centrale. Come è nata questa avventura?

«Durante la preparazione estiva si è fatto male Polvani che era uno dei difensori centrali titolari. E siccome anche dal punto di vista numerico la coperta era un po’ corta Indiani ha cominciato a provarmi in quel ruolo che non avevo mai ricoperto».

E all’inizio come si è trovato?

«Il nostro allenatore vuole la linea difensiva molto alta e quindi all’inizio ho fatto un po’ fatica nell’interpretazione del fuorigioco. Poi mi sono adattato bene. È un ruolo di responsabilità che mi piace. Certo che se ad inizio stagione mi avessero detto che avrei giocato quasi tutte le partite da difensore centrale non ci avrei mai creduto».

Crede che il suo futuro sia quindi nel ruolo di difensore?

«Non lo so. Il mister mi ha impiegato anche da terzino destro e anche quel ruolo mi piace perché rispetto al centrale mi permette di spingermi un po’ di più in attacco».

La stagione non è ancora finita perché dovrete affrontare le finali che assegnano la scudetto. Credete anche in questo traguardo?

«La società ci tiene a vincere anche questo trofeo. Vedremo di fare del nostro meglio. Intanto aspettiamo di sapere quali saranno le avversarie nel gironcino eliminatorio, probabilmente Giana Erminio e Pineto».

A chi ha dedicato questa che è la sua prima vittoria di un campionato?

«A papà Emanuele a mamma Francesca, a mio fratello Francesco, loro vengono spesso a vedermi giocare. Così come lo zio Alessandro che mi ha visto giocare contro il Livorno e anche contro la Pianese nel giorno del trionfo. E poi anche a me stesso perché ho salito questo primo scalino senza provenire da settori giovanili professionistici».

Nella prossima stagione sarà ancora in amaranto?

«Se giocherò ancora in C spero di farlo con l’Arezzo».

Il suo sogno nel cassetto è arrivare…

«Il più in alto possibile, non mi pongo limiti. Ma per il momento voglio solo pensare a godermi la vittoria e chiudere la stagione al meglio».


 

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