Il Tirreno

Versilia

Calcio toscano dilettanti
Il personaggio. Intervista all’attaccante bianconero

Il bomber diventato il simbolo del Viareggio che vuole risalire

di Massimo Guidi
Samuele Chicchiarelli in azione
◗
Samuele Chicchiarelli in azione

Chicchiarelli: orgoglioso di essere un leader

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO.  Quando nell’estate del 2016, non ancora ventenne, Samuele Chicchiarelli approdò al Viareggio non immaginava lontanamente il fatto che a distanza di pochi anni sarebbe diventato uno dei simboli della formazione bianconera, uno di quei giocatori che hanno stretto un patto con la società e il tecnico Santini per provare a riportare le zebre in una categoria più consona al suo blasone. Venticinque anni, genovese di Valle Stura e genoano doc, si è fermato a Viareggio perché in fin dei conti le città di mare si somigliano un po’ tutte ma anche per amore di Chiara, la sua ragazza che ogni domenica lo segue puntualmente, in casa e in trasferta.

Samuele che è figlio d’arte - papà Vittorio genietto dai piedi educati negli anni novanta è stato uno dei giocatori simbolo del Savona - ha tirato i primi calci con la maglia del suo amato Grifone, dai pulcini fino alla Primavera, per poi passare al Venezia dove sembra poter decollare. Ma in casa dei lagunari c’è fretta di scalare le categorie e dunque non c’è tempo di attendere i giovani e quindi arriva il passaggio al Viareggio dove vive alcune tra le stagioni più travagliate della società bianconera. Di seguito va a Real Forte, Tuttocuoio e Vado ma quando c’è l’opportunità di tornare al Viareggio non si lascia pregare e si butta con entusiasmo nella nuova avventura sperando di scrivere pagine importanti nella storia a strisce bianconere proprio come ha fatto papà Vittorio con gli "striscioni" savonesi.

Attaccante di buona tecnica ereditata dal papà che lo faceva palleggiare per ore contro il muro, società e tifosi si attendono quei gol che servono per vincere il campionato. Domenica a Lucca ne ha messi a segno tre portandosi a quota otto in stagione e a quota 41 complessivi nei campionati giocati con le zebre che lo collocano al nono posto della graduatoria di tutti i tempi.Tre reti tutte in una volta sono pur sempre un evento importante, anche per un attaccante.

Emozioni particolari?

«Per un attaccante è sempre un bel momento quando riesce ad andare a segno. Se poi le reti sono multiple ancora di più. Una bella giornata, peccato che nel finale ho rimediato una botta alla caviglia sinistra che si è gonfiata. Speriamo non sia niente di grave».

Certi eventi meritano una dedica: la sua a chi va?

«A mia sorella Sara e Chiara la mia ragazza. E alla bisnonna Mary che se ne è andata quattro anni fa e che oggi avrebbe compiuto gli anni».

Dopo la sconfitta con il Romagnano c’era il timore che la squadra accusasse il colpo. E invece è ripartita subito senza problemi.

«Peccato per quella sconfitta proprio a casa nostra. Era la partita più attesa e meritavamo di chiudere il primo tempo in vantaggio. Nonostante la battuta d’arresto eravamo sereni perché abbiamo sempre lavorato bene e si è visto già la partita successiva, a Marlia, dove abbiamo pareggiato contro una squadra difficile da superarei».

Saranno Viareggio e Romagnano a contendersi il successo finale?

«Credo di sì perché anche i massesi hanno un organico molto attrezzato».

Riavvolgendo il nastro ha qualche rimpianto per non essere rimasto a giocare tra i professionisti?

«Forse avrei potuto mettere qualcosa in più dal punto di vista caratteriale. Ma ognuno ha il suo e io ho sempre vissuto il calcio senza l’ossessione di diventare professionista. Ma non ho niente da rimproverarmi perché fino ad oggi mi sono sempre comportato con professionalità».

Nonostante la giovane età è uno dei leader del Viareggio. Contento?

«Sono orgoglioso di questo ruolo. Spero di diventare per i tifosi del Viareggio quello che mio papà è ancora oggi per quelli del Savona».

Parallelamente a quello di calciatore nel Viareggio ha iniziato anche ad allenare le giovanili. Un ruolo che le piace?

«Assieme a Matteo Leva mi occupo dei bimbi del 2010. È un’attività che mi appassiona e diverte».

Quindi tra un bel po’ di anni quando appenderà gli scarpini al chiodo vedremo Chicchiarelli allenatore?

«Mi auguro di sì. Tra quanti anni poi non ne ho idea. Forse ce l’ha Reccolani il quale mi ha detto che al momento in cui mi avvicinerò al suo record di presenze mi farà smettere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web