La protesta
Pacini, l’ingegnere del centrocampo col vizio del gol: «Ho i tempi giusti»
Dal Capezzano al futuro professionale
VIAREGGIO. Da sei stagioni è uno dei pilastri portanti del Capezzano. Una definizione che calza a pennello per Mattia Pacini, che in un futuro non troppo lontano dedicherà la sua vita lavorativa alla professione di ingegnere.
Ventisei anni, originario di Piano di Mommio, ha iniziato a tirare i primi calci ad un pallone a sei-sette anni nella squadra del suo paese seguendo i compagni di scuola più che per una vera e propria passione che a quei tempi condivideva con il motocross. Poi il calcio ha preso il sopravvento, vuoi perché gli sport motoristici specialmente a livello economico non sono per tutti ma anche perché a forza di correre dietro ad un pallone ci aveva preso gusto. Oltretutto Mattia ci sa fare. Lì nella tonnara di centrocampo corre e combatte, ma si fa anche apprezzare per l’abilità di sapersi inserire in zona gol, caratteristica che ad ogni fine stagione gli fa portare in dote alla squadra cinque-sei gol. Lo notano i dirigenti del Real Forte Querceta che nell’estate del 2013 lo prelevano dallo Stiava. Viene quasi subito lanciato in prima squadra, che milita in Promozione, contribuendo al passaggio nella categoria superiore. Rimane in nerazzurro per un altro paio di stagioni scrivendo il suo nome tra i protagonisti della vittoria del campionato di Eccellenza 2015/2016. A quel punto Mattia fa una scelta, ben precisa, della quale non si è mai pentito perché in fin dei conti per lui il calcio è un divertimento. Giocare in serie D è troppo impegnativo e preferisce non trascurare gli studi di ingegneria, quelli che gli garantiranno un futuro. Ma il sacro fuoco della passione è difficile da domare e allora continua a giocare con il Capezzano. L’ambiente è di quelli ideali: poche pressioni e società da prendere ad esempio. Mattia continua a dare il meglio e con la squadra cara al presidente Ivo Coli conquista la vittoria del terzo personale campionato, quello di Prima categoria, imponendosi all’attenzione come uno dei migliori centrocampisti.
La stagione in corso ha visto il Capezzano iniziare con il freno a mano tirato ma Pacini sta dando il suo solito contributo, anche in zona gol. Ha già realizzato tre reti, doppietta col Meridien e singolo domenica scorsa nel derby di Pietrasanta, per la gioia di Matilde, la sorella maggiore che tifa Juventus (come lui) e che raramente si perde una partita del fratello.
A cosa è dovuta questa sua confidenza con il gol?
«Al fatto di avere i tempi giusti negli inserimenti. Una dote che mi sono portato dietro negli anni».
Ha sempre giocato da centrocampista?
«Sì. O meglio da quando nelle giovanili ho iniziato a giocare nei campionati a undici».
A nemmeno venti anni si è trovato con la possibilità di poter giocare in un campionato comunque importante come la serie D. Ma ha preferito passare la mano, perché?
«La serie D è un campionato che richiede un impegno notevole. E io ho preferito non trascurare gli studi».
Aveva già ben chiaro che il suo futuro sarebbe stato quello di ingegnere?
«A tutti i ragazzi che giocano a calcio piacerebbe arrivare più in alto possibile. Ma nella vita ci sono anche altre dinamiche. E a un certo punto devi fare delle scelte».
Cosa significa giocare al fianco di Samuele Pizza?
«Lui di partite importanti ne ha giocate tante. È una persona eccezionale che mi aiuta molto».
Si aspettava una partenza così complicata per la sua squadra?
«Sinceramente no. Essendo stato confermato lo zoccolo duro della squadra pensavo che si potesse fare meglio. Ma questo è un campionato più difficile rispetto a quello della passata stagione».
Il Capezzano segna pochi gol. È questo il difetto maggiore?
«È vero che non siamo molto prolifici. Però direi che il problema maggiore è che subiamo troppi gol. Dobbiamo essere più attenti nelle situazioni di gioco».
La salvezza comunque dovrebbe essere alla vostra portata.
«Le prossime tre partite sono altrettanti scontri diretti. Contro Pieve a Fosciana, Castelnuovo e Lampo dobbiamo cercare di incamerare più punti possibili. E non sarà facile soprattutto a Castelnuovo. Ci sarà da lottare tanto ma credo che possiamo farcela a centrare l’obiettivo».
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