Il Tirreno

Versilia

La regista dell’Oasi: vi spiego perché la pallavolo è una scuola di vita

di Nicoletta Dati
La regista dell’Oasi: vi spiego perché la pallavolo è una scuola di vita

Sara Lilli si divide tra sport e giurisprudenza. «Il mio obiettivo? I playoff»

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Passano anche dalle mani di Sara Lilli i quattro successi consecutivi conquistati dall’Oasi Viareggio nel campionato di pallavolo di serie C femminile, l’ultima la vittoria netta sul campo del Nottolini. Regista pisana, è alla corte di Alessandro Francesconi da tre stagioni. Ventiquattrenne di Vecchiano è alle prese con la tesi in giurisprudenza all’università di Pisa. Un capitolo importante questo che l’ha portata ad aggiudicarsi con altri colleghi il prestigioso Junior Crystal Scales of Justice che a dicembre la vedrà premiata a Strasburgo dalla commissione europea per l’efficienza della giustizia.

Sport e università per lei sono sempre andate di pari passo. «Nel 2021 – racconta – ho fatto l’Erasmus a Valencia e ho militato nella squadra dell’università vincendo il Cadu (Campeonato autonómico de deporte universitario). Gioco a pallavolo da quando avevo 12 anni, prima praticavo pattinaggio. La passione per questo sport me l’ha trasmessa mia mamma che ha giocato tantissimi anni. Ma, in generale, sono molto amante degli sport, tanto che quando ho del tempo faccio surf o tennis. Ho iniziato in under 12 a San Giuliano, per poi passare alle giovanili a Casciavola dove è iniziata la mia carriera da palleggiatrice e dove ho iniziato ad avere le prime convocazioni nella prima squadra. Per un anno mi sono trasferita anche vicino alla palestra di Casciavola, grazie al supporto della società: ci allenavamo tutti i giorni e sarebbe stato un bell’impegno per i miei genitori accompagnarmi. Mi ricordo sempre che mia mamma per portarmi stava 2/3 ore a vedermi durante l’allenamento, evitando così i troppi spostamenti».

Sara Lilli è rimasta a Casciavola fino al 2017 per poi passare al Dream volley con cui ha svolto i campionati di Serie C e B2. E dal 2019 è approdata all’Oasi. «La pallavolo per me è un insegnamento di vita: impari a socializzare, a osservare delle regole a cui ti devi adeguare perché stare in una squadra significa convivere con 13 o 14 persone e caratteri diversi, quindi si cresce e si impara a stare con gli altri. La disciplina, l’ordine e il rispetto diventano parte del tuo carattere. Per praticare questo sport servono costanza, impegno e sacrifici, tanti. Quando ti alleni quattro volte a settimana di sera e il sabato alle 21 giochi, significa rinunciare alla cena con le amiche, ai compleanni e purtroppo non tutti capiscono cosa significhi. La pallavolo per me è anche sfogo, uno stacco dalla mia routine quotidiana».

«All’oasi mi trovo molto bene sia con lo staff che con la squadra. Il nostro staff è sempre pronto e disponibile per qualsiasi nostra richiesta e Alessandro ha sempre riposto molta fiducia nei miei confronti, per questo devo ringraziarlo molto. Il nostro è un gruppo giovane e realizzare di non far più parte delle giovani è sempre un colpo al cuore – racconta sorridendo Lilli – a parte gli scherzi, siamo un gruppo ben coeso e affiatato, andiamo tutte d’accordo sia dentro che fuori dal campo. È il nostro punto di forza».

Ad oggi l’Oasi ha conquistato cinque vittorie in sette gare: «Abbiamo lavorato tanto e sono felicissima dei risultati ottenuti, del percorso e della crescita sia individuale che collettiva. Ciò non deve farci abbassare la guardia perché ogni match è importante, soprattutto quest’anno dove le squadre sono tutte molto equilibrate. Per quanto riguarda l’obiettivo, ad essere onesta, spero fortemente di arrivare in zona playoff, so che è un traguardo ambizioso, ma sono convinta che se lavoriamo come abbiamo fatto finora possiamo ambire a qualcosa di più della salvezza. Però, come ho detto in precedenza, è giusto pensare partita dopo partita perché quest’anno il livello è molto alto e ogni partita ha la sua storia».

Domani l’Oasi affronterà il Dream Volley Pisa, attuale seconda, e per la regista Lilli sarà un match dal sapore particolare. «Ho militato due anni nelle fila del Pisa, è una squadra di alto livello, senza dubbio. Sarà una trasferta insidiosa. Ho giocato con alcune delle ragazze che fanno parte della squadra e sono stata allenata da coach Grassini, un allenatore di tutto rispetto sia tecnicamente che umanamente. Ma sono convinta che, se giochiamo con la stessa grinta delle ultime partite, sarà una bel match, per questo dobbiamo preparaci e allenarci molto bene».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana