Ricomincia ad allenare a 85 anni: «Che felicità tornare in campo»
Vittorio Colombi insegnerà alla scuola calcio della Croce Verde
VIAREGGIO. Il maestro è tornato a insegnare calcio perché l’amore per il pallone non età. E così a 85 anni compiuti lo scorso 9 novembre Vittorio Colombi non ha vacillato nemmeno un attimo quando ha ricevuto l’invito della scuola calcio della Croce Verde di Viareggio per andare a insegnare tecnica di base ai bambini più piccoli. Il tutto naturalmente a titolo gratuito ma per amore si può fare. E poi stare in mezzo ai ragazzi lo aiuterà sicuramente a rendere meno acuto il dolore, condiviso con la moglie Loredana e il figlio Gianni, per la prematura scomparsa dell’altro figlio, Massimo (allenatore del Vela Basket) venuto a mancare due anni fa.
Aretino di nascita da calciatore ha vestito le maglie di Siena, Sansepolcro, Fano, Rimini e Montevarchi tra serie C e serie D a cavallo degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso. Era un buon difensore ma all’occorrenza sapeva farsi valere anche in altri ruoli. Arrivato a Viareggio per motivi di lavoro nel 1966, dopo avere vinto un campionato di Seconda Categoria con il Lido di Camaiore, appende le scarpette al chiodo e comincia ad allenare sia nel settore giovanile che le prime squadre di società versiliesi.
A chi è venuta l’idea di riportarlo in campo?
«Io me ne stavo a giocare a carte alla Bocciofila Viareggio, poi ho incontrato Roberto Della Latta responsabile della scuola calcio della Croce Verde il quale mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto tornare in campo un paio di volte la settimana».
E lei ha risposto presente, senza dubbi. Giusto?
«Il calcio è sempre stata la mia passione, mai sopita nonostante il passare degli anni e il grave lutto che ha colpito la mia famiglia. E quindi ho detto sì».
Cosa ha provato nel tornare a indossare tuta e scarpini?
«Una grande felicità. A proposito degli scarpini non ne avevo più e quindi sono andato a recuperarne un paio dall’amico Ugo Dini presidente del Lido di Camaiore».
Perché negli ultimi è stato trascurato l’aspetto della tecnica di base soprattutto tra i bimbi?
«Perché è ritenuto un modo superato di allenare. A mio avviso rimane invece molto importante perché correre e basta non serve se non sei in possesso dei fondamentali».
E la signora Loredana cosa ha detto di questo suo nuovo impegno?
«Non si è arrabbiata se è questo che volete pensare. Anzi, mi ha detto che era contenta che io tornassi a fare quello che mi è sempre piaciuto».
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