Gioco
Il guerriero Mattei è tornato in campo dopo tre anni ai box. «Più forte di tutto»
Jonny: ora voglio riportare in alto il Viareggio
VIAREGGIO. Il “guerriero” è tornato. Dopo quasi tre anni trascorsi ai box causa infortuni alle ginocchia, Jonathan Mattei, per tutti Jonny, è tornato a far sentire il suo ruggito sui campi di calcio. Per il momento con un minutaggio ridotto, ma siamo sicuri che prima di fine anno Stefano Santini avrà a disposizione una pedina, di sostanza, in più per il centrocampo del suo Viareggio. Già, perché lo stesso Jonny ci tiene a dire che le sensazioni percepite dopo i quattro spezzoni di partite disputate sono buone, e dunque il ritorno a pieno regime non è molto lontano. Nonostante abbia solo 24 anni, Mattei assieme a Carpita, Minichino, Chicchiarelli e Marinai, ha fatto parte del vecchio Viareggio. E quando è ripartito il progetto per ridare dignità alle gloriose zebre, da viareggino doc, non ci ha pensato due volte a dare la sua adesione. Seppure da convalescente. Con la sicurezza, però, di tornare a dare il suo contributo alla causa perché non ha mai pensato, nemmeno per un minuto, di mollare, come fanno appunto i veri guerrieri.
Il calvario del ragazzo che da bambino aveva cominciato a correre dietro ad un pallone con la maglia del Centro Giovani Calciatori (giocherà poi per 6 anni ad Empoli e uno a Capezzano) inizia nell’aprile del 2019 quando il ginocchio destro fa crack e il ragazzo deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico per sistemare legamenti crociati e cartilagine. Poi la lenta ripresa, ostacolata dal Covid e quando tutto sembra poter ricominciare, nel settembre del 2021 il secondo grave incidente. Questa volta a saltare è il crociato del ginocchio sinistro. Altro intervento e altro lungo periodo di stop. Ma il “guerriero” non molla fino a gustarsi il ritorno in campo, seppure parziale, nell’ultimo mese. Nelle ultime quattro gare Santini lo ha mandato in campo, aumentando sempre il minutaggio.
Quali sono state le sue sensazioni?
«Direi buone. Ogni volta che vado in campo mi sembra di acquisire sempre maggiore sicurezza. Ho provato anche ad affondare qualche contrasto ed entrare in scivolata, e mi sembra che tutto funzioni».
Tra infortuni, con in mezzo la pandemia, è stato quasi tre anni ai box. Ha mai pensato di dire basta con il calcio?
«No, assolutamente. Non ho mai avuto dubbi anche se ho passato momenti difficili».
Come li ha superati?
«Non volevo chiudere così per gli infortuni. Ho voluto essere più forte ed ho iniziato a pormi degli obiettivi sui tempi di recupero. Ed ogni volta che facevo questi pensieri la voglia di tornare era sempre più forte. Purtroppo a complicare le cose ci si è messa la pandemia».
Ha sempre pensato di tornare a vestire la maglia del Viareggio?
«Certo, e magari contribuire a riportare la squadra in categorie più importanti. Per questo non ho avuto dubbi a dare subito il mio assenso al progetto».
Ha solo 24 anni, ma tanta esperienza in categorie superiori. Sente un po’ di responsabilità nei confronti dei più giovani?
«Mi piace far capire ai nostri giovani quello che significa vestire la maglia del Viareggio. Insomma quello che Carpita e altri fecero con me quando iniziai ad essere aggregato alla prima squadra».
Ricorda l’esordio con la prima squadra, nella stagione 2016-17?
«Contro il Montemurlo ai “Pini”. L’allenatore era Masi. Impossibile dimenticarlo anche perché beccai un’espulsione per doppio giallo».
Una stagione travagliata terminata con l’incredibile salvezza ai play out. Cosa ricorda?
«Di quella stagione, ma anche di quella seguente sempre con Bresciani allenatore conservo tanti bei ricordi con tanti amici, non solo quelli di Viareggio, con i quali abbiamo creato un gruppo su WhatsApp e ci sentiamo spesso».
Bresciani la impiegava spesso anche come terzino. Qual è il ruolo che preferisce?
«A me basta giocare, poi in difesa o a centrocampo poco importa».
Crede che il Viareggio possa vincere il campionato?
«Arrivare primi in qualsiasi campionato non è mai facile. Anche quando sei il più forte. E proprio per questo motivo tutte le squadre preparano la partita un mese prima. Sono cose che sappiamo. Noi cercheremo comunque di centrare l’obiettivo che la società, tecnici e giocatori hanno fissato».
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