Sicurezza
La scelta di vita di Luca Bertacca: «Rinuncio alla D e torno a casa»
Ora si dedica al Viareggio e allo studio
VIAREGGIO. La scelta di Luca. Una scelta sulla quale Luca Bertacca ha riflettuto a lungo e che una volta maturata avrà fatto storcere la bocca a tanti. Ventuno anni, difensore con il fisico da corazziere che sa disimpegnarsi sia da centrale che da terzino, aveva militato nelle ultime due stagioni con buoni risultati in serie D con la maglia del Delta Porto Tolle, formazione veneta, disputando una cinquantina di partite. Poi in estate il ritorno nella sua Viareggio, il mare, la spiaggia, ma ad essere galeotto è stato soprattutto il beach soccer, disciplina nella quale dimostra di essere molto bravo tanto da meritare la chiamata inaspettata in Nazionale. E anche in maglia azzurra il giovanotto fa valere tutta la sua potenza fisica, che abbinata ad un tiro devastante che ogni volta rischia di buttare giù la porta ne fanno uno dei migliori prospetti a livello internazionale. Tanto da meritare l’inserimento dei 100 candidati al Pallone d’oro.
A Luca questa avventura piace, ma per continuare a coltivarla è necessario rinunciare al calcio ad un certo livello. Qualche dubbio gli è venuto di sicuro, ma poi il cuore ha privilegiato il beach soccer. E così per non rimanere fermo durante la stagione invernale ha accettato volentieri la corte del Viareggio, la squadra della sua città nella quale giocano molti suoi compagni che vestono come lui la maglia a strisce bianconere anche nel beach soccer.
Luca, ha fatto una scelta coraggiosa visto che era arrivato alle porte del calcio professionistico. Paura di pentirsi?
«No. Chiaramente ci ho riflettuto non poco, ma poi credo di avere fatto la scelta per me più giusta perché volevo continuare nel beach soccer e poi c’era comunque la possibilità di continuare a giocare nel calcio a undici con la squadra della mia città, con tanti altri viareggini che conosco molto bene».
Si aspettava di arrivare così presto alla maglia azzurra e soprattutto di essere inserito nella top 100 per il Pallone d’oro?
«Non mi aspettavo di arrivare così velocemente alla nazionale perché in pratica era il primo anno che disputavo il beach tra i grandi. Tanto meno di essere nominato tra i 100 giocatori per il Pallone d’oro».
Come è nato il suo amore per il beach?
«Ho iniziato a giocare sulla spiaggia con gli amici al torneo Valenti, poi Stefano Santini mi ha portato a giocare nel Viareggio Beach Soccer ed il resto è storia recente».
Ma veniamo al calcio a undici: a quanti anni ha iniziato a tirare calci ad un pallone?
«Ho iniziato a quattro o cinque anni nella Croce Verde, poi sono passato al Capezzano e quindi alo Spezia dove sono arrivato fino alla Primavera disputando anche due edizioni del torneo di Viareggio che per un viareggino è sempre un’esperienza indimenticabile».
Come si è trovato nello spogliatoio del Viareggio?
«Bene, ma non avevo dubbi visto che conoscevo quasi tutti».
Come ha approcciato questa nuova avventura in una categoria ben diversa da quella in cui aveva giocato nelle ultime due stagioni?
«Cercando di essere sempre professionale, ma anche di divertirmi in mezzo a tanti amici. Con un obiettivo importante da raggiungere».
Ha sempre giocato da difensore?
«Da ragazzino facevo l’attaccante, poi a Spezia mi hanno impostato prima da mezz’ala e poi arretrato in difesa».
Quali sono stati i suoi modelli?
«Ho ricoperto tanti ruoli e forse per questo non mi sono mai focalizzato troppo su un giocatore. Segnatamente ai difensori direi Puyol e Sergio Ramos».
Domenica ha realizzato il suo primo gol in bianconero da attaccante vero. Retaggio del passato?
«Un gol da centravanti sfruttando un rimpallo. Un gol di rapina, anzi di mezza-rapina».
Un gol vale sempre una dedica. A chi è andata la sua?
«Ad Enrico il mio papà e a mamma Fosca che vengono sempre a vedermi giocare»
Ha un fratello maggiore che ha giocato a calcio. Le dà qualche consiglio?
«Andrea allena i bambini del 2008 del Viareggio. Mi dà sempre molti consigli ma soprattutto cerca sempre di spronarmi a fare meglio».
Oltre al calcio come occupa il suo tempo?
«Studiando. Ho frequentato il liceo sportivo poi mi sono iscritto all’Università alla facoltà di Scienze Motorie e sto frequentando il terzo anno di corso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

