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Il personaggio

Il centrocampista versione goleador: «Che bello segnare una doppietta»

di Massimo Guidi
A destra Lorenzo Remedi mentre pressa un avversario in mezzo al campo
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A destra Lorenzo Remedi mentre pressa un avversario in mezzo al campo

Una domenica speciale per Lorenzo Remedi

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VIAREGGIO. Nella sua ultradecennale carriera a Lorenzo Remedi non era mai capitato di mettere a segno due reti. Sì, qualche volta era riuscito a scuotere la rete avversaria, mai per due volte nella stessa partita, Almeno fino a domenica scorsa quando ha messo a segno la doppietta che ha consentito alla sua Aglianese, della quale è il capitano, di violare lo storico rettangolo della “Dossenina”, la casa del Fanfulla.
Trentuno anni, viareggino, centrocampista che può ricoprire tutti i ruoli della zona mediana del campo, Lorenzo ha altri due fratelli che giocano a calcio: Alessandro di un anno più piccolo, attaccante, che veste la maglia del Cenaia in Eccellenza, stesso campionato frequentato da Luca, centrocampista 25 anni, che da questa stagione è in forza alla Massese. Lorenzo ha girato mezza Italia giocando tutti i campionati dalla serie B fino all’Eccellenza vestendo anche maglie importanti come quelle di Modena, Arezzo e Livorno con il quale non ancora ventenne esordì in serie B lanciato da Walter Novellino. Probabilmente ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato (ha vestito anche la maglia della nazionale di serie B) ma lui è contento per quello che è riuscito a fare ed ora gli rimane un unico sogno, quello di riuscire a giocare assieme ai suoi fratelli in un futuro non troppo lontano, magari con la maglia del Viareggio.
Cosa prova un calciatore non abituato a finire nel tabellino dei marcatori a realizzare due reti nella stessa gara?
«È stata una bella sensazione, primo perché non mi era mai capitato e poi perché le reti hanno consentito all’Aglianese di vincere la partita».
Il primo gol di testa sugli sviluppi di un angolo, l’altro su rigore. È lei il rigorista designato da Ciccio Baiano?
«No, ma siccome il nostro primo rigorista era fuori Baiano mi ha detto che sarei stato io ad andare sul dischetto».
Ha un suo segreto nel calciare dagli undici metri?
«No. Nel corso degli anni mi sono confrontato con tanti portieri compagni di squadra per cercare di capire quale potevano essere le migliori soluzioni per cercare di metterli in difficoltà. Sono partito per calciare forte sotto l’incrocio dei pali, senza guardare le mosse del portiere, e l’operazione è andata a buon fine».
Come è il suo rapporto con Baiano?
«Naturalmente lo conoscevo per quello che aveva fatto da calciatore. E da ex calciatore sa confrontarsi nella maniera giusta con lo spogliatoio».
Ha avuto tanti allenatori, qual è quello che ricorda con più affetto?
«Ho lavorato con Nicola, Favarin, Indiani, Maspero, Giannichedda ma quello al quale mi sento più legato è Novellino che mi lanciò in serie B nel Livorno».
Ricorda la gara d’esordio?
«Certi avvenimenti restano scolpiti nella memoria. Giocai a Cosenza la prima di campionato e vincemmo. Tra i padroni di casa c’era anche Florenzi».
Ha qualche rimpianto per non essere riuscito a restare almeno nel giro della serie B?
«Quando passano certi treni devi essere bravo a salirci. Io non ce l’ho fatta. Il calcio mi ha regalato comunque momenti molto belli ed è inutile stare a rimuginarci sopra».
Di certo lei è stato bravo a ripartire dopo essere stato fermo per oltre un anno.
«Dopo la squalifica di otto mesi legata alla vicenda della gara Nocerina-Salernitana (Remedi giocava nella Nocerina ndr) e il seguente infortunio in allenamento una volta ornato a Livorno volevo smettere. Ma poi sono ripartito dall’Eccellenza con il Real Forte riuscendo poi a tornare a giocare almeno in serie C e serie D».
Il presente si chiama Aglianese, come è nato il ritorno in neroverde?
«In estate mi stavo allenando con il Tau. Mi hanno chiamato alcuni dirigenti dell’Aglianese e mi sono piaciuti i loro programmi».
Quali sono le sue favorite per la vittoria nel vostro girone?
«Giana, Ravenna e Pistoiese che a mio avviso e la squadra più forte. Poi direi Carpi e Forlì. È comunque un girone complicato perché ci sono tante squadre che hanno fatto un mercato importante».
Ha ancora qualche sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe giocare con i miei fratelli, magari con la maglia del Viareggio. Credo che sarebbe un bel regalo per i nostri genitori». 

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