Gioco
«Il mio calcio libero». Mister Biancalana, il guru di Corsanico con il mito di George Best
Giocatore mancato e allenatore per caso.Ha guidato anche il Viareggio, sua squadra del cuore: «Non rimasi con le zebre perché la dirigenza voleva fare la formazione. Alla terza giornata gioco contro il mio passato, sarò emozionato »
VIAREGGIO. Calciatore mancato, allenatore quasi per caso. Amante del calcio in generale e di quello britannico in particolare. Lelio Biancalana, 47 anni viareggino della Darsena, allenatore del Corsanico, segue i dettami del calcio moderno ma nella vita si definisce un vintage. Ma non solo a parole. Possiede infatti una Vespa 50 del 1975 e una Harley Davidson del 1990. È fan di Elvis Presley. Possiede anche un Juke Box del 1962 e un bel mucchietto di foto di tanti anni fa che lo ritraggono con campioni degli anni ottanta come Rabah Madjer, per tutti il “Tacco di Allah”. Ha tatuato sul braccio sinistro il volto di George Best che esulta dopo il gol segnato col Manchester United al Benfica nella finale di Coppa Campioni del 1967 perché l’Irlanda del Nord patria del “quinto Beatles” è un po’la sua seconda patria. Lelio che ama leggere libri anche impegnativi di autori come Orhan Pamuk, primo turco insignito del premio Nobel per la letteratura, e Eskhol Novo, aiutato nella scelta dall’amico Vezio Moriconi de “La diffusione del libro” di Lido di Camaiore. Il calcio ce l’ha nel sangue da quando a sette anni andò a tirare i primi calci nella V2 Darsene dei fratelli Moroni e dell’avvocato Romani dove aveva giocato anche papà Vittoriano il quale la domenica lo portava a vedere le partite del Viareggio, la squadra del cuore dove sogna di poter giocare e che invece seppure per un breve periodo arriverà a allenare. Il giovane Lelio ha qualche numero ma come tutti i “10” è incostante e poco incline al sacrificio. Così dopo le esperienze con Juventus Club e Centro Giovani lascia perdere.
Perché sostiene che la sua avventura da allenatore è nata per caso?
«Perché ad allenare non ci pensavo. Invece una decina di anni fa incontrai un amico, Giuseppe Rossi, che mi convinse ad allenare il Corsanico, allora in Terza Categoria».
E da allora non ha più smesso.
«Sì di seguito sono arrivare le esperienze con Secco, National, Piano del Quercione e Viareggio’86 dove fui esonerato dopo avere vinto la partita con il Bargecchia che in quella stagione vinse tutto».
Poi l’occasione di approdare al Viareggio. La realizzazione di un sogno?
«A me sarebbe piaciuto vestire la maglia delle zebre. Quando mi chiamò Beppe Vannucchi per allenare gli juniores nazionale non nego che mi fece molto piacere».
Ma il bello deve ancora venire perché nella stagione 2018/2019 viene promosso allenatore in seconda. Cosa ricorda?
«Inizio la stagione come secondo di Pagliuca (che seguirà anche a Ponsacco ndr) poi dopo il suo esonero e quello di Aiello che lo aveva sostituito mi viene affidata la panchina. Ricordo l’esordio a Sinalunga, vincemmo 2-1 con gol di Udoh e Chicchiarelli».
Sembra l’inizio di una bella avventure e invece…
«Succede che i dirigenti volevano fare la formazione. Io sono uno che non scende mai a patti. Figuriamoci poi se volevo fare una figura del genere nella mia città. E fui quindi allontanato. Mi è rimasta una grande amarezza per non aver potuto concludere il lavoro con un gruppo di ragazzi che mi seguivano e con i quali credo avrei raggiunto la salvezza».
Perché ha tatuato George Best su un braccio?
«La sua patria è un po’ la mia seconda casa. Conosco una famiglia con la quale ho stretto amicizia. Pensa che quando l’Italia ha vinto il campionato europeo mi hanno telefonato dicendo che stavano godendo molto».
Qual è il suo allenatore di riferimento?
«Sono un estimatore di Conte perché riesce sempre a tirare fuori il massimo dai giocatori. Mi piace molto anche Luis Enrique».
È sposato con Irina e ha due figli, Filip e Silvia. Qualcuno di famiglia la segue?
«A Silvia piace il calcio, è l’unica di famiglia che mi segue. Quando allenavo la juniores del Viareggio nella classica lettera di Natale scrisse che mi augurava di vedermi sulla panchina della prima squadra. Un sogno che qualche settimana dopo si avverrò».
Alla terza giornata il Corsanico giocherà contro il Viareggio…
«Sarò emozionato perché resto un tifoso delle zebre. Spero che torni al più presto dove merita. Però quella domenica devo pensare solo alla mia squadra».
Quale campionato attende il suo Corsanico
«Ho una squadra con tanti giovani molti alla prima esperienza in categoria. L’obiettivo è la salvezza».
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