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Forte, esordio complicato Anche Travaglia è in forse

G.N.
Forte, esordio complicato Anche Travaglia è in forse

Se sarà finalista a Napoli non potrà giocare contro il Parioli In quel caso Marrai potrebbe far scendere in campo Trusendi

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forte dei marmi. Oltre a Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, le cui assenze sono già acclarate, per l’esordio nella serie A1 a squadre (domenica al circolo di via dell’Acqua arriva il Parioli) il Tennis Italia rischia di dover fare a meno anche di Stefano Travaglia.

Il 29enne marchigiano, uno dei top player della formazione fortemarmina e fresco vincitore del Challenger di Sibiu (in Romania), questa settimana è infatti impegnato nel torneo di Napoli, del quale è la testa di serie numero 1 e, dunque, il principale favorito.

La finale è in programma proprio domenica: ciò significa che se Travaglia arriverà a disputarla, non potrà essere presente per il debutto in campionato del circolo di patron Sergio Marrai. Che comunque, nell’eventualità, ha già pronto il piano B: assieme all’altro “over”, lo spagnolo Carlos Taberner, che in tal caso scenderebbe in campo da 1° (e non da 2°), troverebbe spazio Walter Trusendi, di recente vincitore del torneo Open al Tennis Lagomare a Torre del Lago.

Le restanti ipotesi sono da scartare: Matteo Donati non è ancora al meglio e nessun altro straniero è schierabile oltre a Taberner. Il regolamento consente infatti di utilizzarne al massimo uno per giornata.

Zero dubbi invece sui due under: Marco Furlanetto e Manfredi Graziani, chiamato a raccogliere l’eredità lasciata dal fratello Edoardo, quest’anno non disponibile poiché rientrato negli Stati Uniti per portare avanti il percorso didattico e sportivo.

Tornando a Travaglia, per lui quello di Sibiu è stato il quinto trionfo in un Challenger (dopo Sopot e Francavila al Mare 2019, Marbella 2018, Ostrava 2017), ottenuto grazie ai successi sul ceco Lukas Rosol, sul russo Uan Bondarevskiy, sull’altro ceco Zdenek Kolar, sull’indiano Sumit Nagal e in finale sull’australiano Thanasi Kokkinakis, battuto 76 62 in un’ora e 39 minuti. «L’ho sentito prima e dopo l’ultima partita. Siamo contenti e orgogliosi per il suo titolo», afferma Sergio Marrai. A cui non resta che attendere cosa accadrà a Napoli per capire se domenica potrà contare sul suo campione oppure no.

G.N.

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