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I cento squilli di Brega in serie D
L’attaccante dell’Aglianese terzo marcatore di categoria tra i versiliesi: «Me ne sono accorto solo la sera»
Massimo Guidi
viareggio. Cristian Brega lo ammette candidamente: dopo avere scosso la rete della Tritium non ha realizzato che quel gol era il suo numero cento messo a segno in serie D. Sapeva di esserci vicino ma magari non così tanto. Se ne è reso conto solo la sera scorrendo le notizie sulle pagine Facebook che narrano dei cosiddetti campionati minori.
I cento gol proiettano il 34 enne attaccante viareggino dell’Aglianese al terzo posto nella classifica di tutti i tempi tra i goleador versiliesi di categoria, a pari merito con Stefano Menchini. Davanti a lui solo Federico Tosi (114) e l’inarrivabile (forse) Vitaliano Bonuccelli arrivato a 187 segnature che di Cristian è stato prima compagno di squadra e poi allenatore e che da sempre lo ha designato come suo erede.
Continuando a scorrere la classifica alle spalle del nostro bomber – che in carriera ha superato abbondantemente le 200 segnature solo in gare di campionato – troviamo attaccanti di valore come Mario Guidotti (94 centri), uno del quale ancora oggi il ct Mancini ricorda per averci giocato assieme nella Primavera del Bologna poi Lorenzo Benedetti, puntero del Seravezza anche lui subito a bersaglio (è arrivato a quota 76 reti) e a seguire Massimo Pierotti (64) e Stefano Santini (54).
Nella serie A dei dilettanti Brega ha vestito tante maglie e con tutte ha lasciato il segno. Dall’inizi con il Pontedera quando era poco più che un bimbo poi, Canelli, Lucchese, Ponsacco, Lavagnese, Gavorrano ed Aglianese. In categoria ha vinto due volte la classifica dei cannonieri, proprio come Bonuccelli, nella stagione 2014/2015 con il Ponsacco e poi sempre con la maglia della formazione pisana nel 2018/2019 quando stabilisce anche il suo record di segnature: 25.
Ma davvero non ti sei reso conto che quel gol era il numero 100 in serie D?
«Veramente. Sapevo di esserci vicino, ma al momento non ci ho pensato. Me ne sono reso conto la sera quando ho visto il post su una pagina Facebook».
E allora anche se retroattiva una dedica, come si usa in occasioni speciali, è d’obbligo.
«Ben volentieri. Il gol numero cento è per tutti i miei familiari, mamma, papà sorelle, la mia compagna Gloria e la mia bimba Matilde, il mio amore grande».
Bene, esauriti i convenevoli, passiamo alle cose di campo: punti a vincere la classifica dei cannonieri?
«Quando ero più giovane ci pensavo. Ora molto meno. La priorità è il raggiungimento degli obiettivi di squadra più che quelli personali, la classifica dei cannonieri in categoria l’ho già vinta due volte.».
Come il tuo maestro Bonuccelli.
«L’ho avuto sia come compagno di squadra e poi per tre volte come allenatore. È una persona del quale posso dire solo bene».
Facendo scorrere a ritroso il film dei tuoi gol in serie D, quali ricordi con maggior piacere?
«Il primo che ho segnato in assoluto in categoria con la maglia del Pontedera a 18 anni contro il Sestri Levante. Sulla spizzata di testa di un compagno ho anticipato tutti i difensori e poi superato il portiere con un pallonetto. Oltretutto quello fu il gol partita. Un altro gol che ricordo con piacere è quello segnato alla Massese in rovesciata quando vestivo la maglia del Gavorrano. Vincemmo il campionato, l’allenatore era Vitaliano».
Hai mai avuto qualche rimpianto per non esserti affermato anche nella categoria superiore?
«Forse qualche campionato in più nella serie C avrei potuto farlo. Ma sinceramente posso dire di non avere grandi rimpianti».
Mai come quest anno il girone sembra avere un elevato coefficiente di difficoltà. Quali sono le tue favorite al successo finale?
«Ci sono almeno sei-sette squadre di grande caratura tecnica. Dico così Rimini, Ravenna, Lentigione, Forlì e Carpi. Un campionato difficile e proprio per questo molto stimolante».
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