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Per l’Italia “alla viareggina” un terzo posto da non buttare
Il blocco dei “ragazzi del Muraglione” resta una certezza per il ct Del Duca Gori: «Abbiamo regalato mezz’ora al Portogallo e ci siamo giocati la finalissima»
Gabriele Noli
Viareggio. Tra un ciclo che si è chiuso e uno che si apre, il blocco dei viareggini costituisce una certezza incrollabile: la Nazionale di beach soccer non può fare a meno dei “ragazzi del Muraglione” per mantenere alto il proprio tasso di competitività e, se possibile, (ri)alzarlo, riportandolo ai livelli di due-tre anni fa, coincisi con la conquista di un Europeo (2018) ed una finale ai Mondiali (2019).
Nella stagione appena conclusa i risultati non sono stati ugualmente esaltanti, con un terzo posto nella rassegna continentale e la mancata qualificazione ai Mondiali. Eppure per gli azzurri non tutto è da buttare. «All’Europeo abbiamo battuto Spagna, Svizzera e Ucraina. Purtroppo, concedere un tempo al Portogallo ci ha tirato fuori dalla finale. Il terzo posto è comunque un risultato importante, che ci rende ancora più consapevoli del nostro valore e ci dà la spinta a continuare il percorso», sottolinea Gabriele Gori, che a Figueira da Foz, in Portogallo, dove si è svolto il torneo continentale, ha segnato 9 gol, di cui 4 nella finale per il bronzo contro la Spagna, laureandosi vice-capocannoniere.
Le sue cifre nel 2021, per quanto elevate (45 gol, 24 con l’Italia, 21 con il Catania) sono state meno altisonanti degli anni precedenti, complice il minor numero di partite disputate: “Tin-Tin”, infatti, non ha preso parte alla Euro Winners Cup (la Champions League su sabbia), in cui abitualmente segna a valanga. Il nuovo corso azzurro non può che (ri)partire da lui. E da Dario Ramacciotti, che gli Europei li ha disputati con la fascia da capitano al braccio, data l’assenza di Corosiniti. L’“Airone” ritiene il terzo posto «voluto e sudato senza lasciare nulla per scontato. Le vittorie passano da questi traguardi intermedi. Qui eravamo in 12, ma bisogna ringraziare tutti i ragazzi che sono stati con noi le settimane precedenti e ci hanno aiutato a prepararci al meglio. Questo piazzamento è nostro quanto loro, insieme allo staff tecnico, medico e organizzativo. Grazie a tutti e sempre forza Italia», il messaggio pubblicato sui social.
Anche Simone Marinai si è confermato elemento imprescindibile in campo, al di là del gol alla Spagna nella finale per il bronzo: intelligenza tattica e gestione della palla ne fanno un giocatore prezioso. E gli altri? Tra i pali si rivedrà Andrea Carpita, non convocato per questi Europei ma presenza fissa nel gruppo azzurro nell’ultimo triennio. Il ct Del Duca sa bene di poterci fare affidamento, sebbene per l’ultima competizione ha compiuto scelte differenti, coinvolgendo Leandro Casapieri, viareggino pure lui, a segno addirittura due volte e meritevole di nuove chiamate. Per il portiere è stata la prima esperienza con la Nazionale, come per Tommaso Fazzini, esploso nell’ under 20 del Viareggio con cui ha vinto lo scudetto al pari del compagno di squadra Fabio Pugliese, convocato per i due raduni di agosto. Le occasioni per rivestirsi d'azzurro non mancheranno, nemmeno per loro.
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