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Eurolega, Tosi non si pente «Era la scelta giusta da fare»

Gabriele Buffoni
Eurolega, Tosi non si pente «Era la scelta giusta da fare»

Il presidente del Forte dei Marmi rivendica lo strappo delle 12 big europee «Competizione con formula inaccettabile. Confermiamo gli investimenti»

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Gabriele Buffoni

forte dei marmi. Un semplice e rapido accenno al caos scoppiato nei giorni scorsi («abbiamo dovuto predisporre una nuova formula – ha dichiarato il presidente della comitato tecnico di World Skate Europe Agostinho Silva – in seguito alla rinuncia di 12 club») poi via con il sorteggio dei due gironi – La Vendéenne, Trissino, Lodi e Tomar nel gruppo A, Diessbach, Valongo, Coutras e Sarzana nel girone B – di cui si comporrà la prossima Eurolega.

Uno scenario desolante, come può esserlo solo uno reduce da una battaglia senza vincitori né vinti: da un lato un'Eurolega svuotata di significato, dall'altra i maggiori club dell'hockey su pista europeo schierati contro le istituzioni internazionali. In mezzo a questo fuoco incrociato, a risultare forse più colpita di altre realtà è proprio il Forte dei Marmi: unica squadra italiana a far parte attualmente dell'Ehca (la "superlega" dei top-club europei), la società versiliese non ha oggi ancora conquistato quella solidità che possono vantare grandi polisportive come il Barcellona o i colossi portoghesi (Benfica, Sporting, e Porto in prima fila). In più – a differenza dei francesi del Saint Omer, anche loro ritiratisi dall'Eurolega e allineati a Ehca – il Forte ha compiuto già quest'anno importanti investimenti in ottica europea: uno su tutti, l'ingaggio del catalano Marc Gual dal Barcellona, quarto straniero T e pertanto inutilizzabile in A1 e Coppa Italia (dato che la Federazione Italiana concede un massimo di tre giocatori stranieri) e con spazio soltanto in serie A2.

Da via Ferrucci però non sembrano esserci rimorsi per la scelta compiuta. «Non entro nel merito di ciò che dichiarerà Ehca – dichiara il presidente Piero Tosi – ma posso personalmente affermare che questa è stata la miglior decisione che potevamo prendere. La formula presentata da World Skate Europe era inaccettabile e adesso, ridotta com'è a otto squadre con il solo Lodi ad avere gli effettivi meriti sportivi per prendere parte all'Eurolega, si tratta di un torneo privo di valore a cui non ci interessa partecipare». Resta, però, la preoccupazione per la ricaduta anche economica degli investimenti fatti. «Rispetteremo i contratti che abbiamo stipulato – assicura Tosi –: abbiamo investito tanto e sicuramente la speranza era quella di giocare ai massimi livelli europei. La volontà nostra e anche di Attilio Bindi però è quella di vincere una competizione importante a livello europeo e, ripeto, se avessimo accettato di partecipare all'Eurolega smarcandoci dalla Ehca oggi faremmo parte di un torneo che non può definirsi una coppa dei campioni. Complimenti a chi la vincerà, ma che valore ha un titolo del genere? Per coinvolgere le squadre più forti serve una formula differente». Tanta, infine, l'amarezza per le parole del presidente Fisr e World Skate Sabatino Aracu, chiamato in causa da un'accorata lettera firmata proprio da Tosi nei giorni scorsi. «Come società che investe in questa disciplina meritiamo rispetto – dichiara il presidente – invece ancora una volta non abbiamo ricevuto risposte ufficiali ma solo attraverso l'interessamento della stampa. Eppure noi, fin dalla fondazione di Ehca, siamo stati i primi a cercare il dialogo con la nostra federazione. Da Fisr è arrivata risposta solo da Marcello Bulgarelli, responsabile del settore tecnico, mentre dai massimi vertici federali abbiamo ricevuto solo scarsa considerazione».

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