Il Forte è ancora vivo: arpionata gara 4 Lodi stecca il suo primo match point
Partita sontuosa dei rossoblù che, dopo il gol subito in avvio, sfoderano una prestazione perfetta e proseguono la serie
Gabriele Buffoni
Forte dei Marmi. È un Forte dei Marmi da sogno proibito. La remuntada è solo al primo passo, ma di certo la squadra di Alberto Orlandi che ha piegato il Lodi per 5-2 nella gara 3 di finale scudetto - rovinando il primo match-point dei lombardi per il tricolore - ha alimentato le speranze che fino a ieri soltanto i più temerari osavano coltivare.
Parte in salita la partita per i versiliesi. Neppure un giro di orologio e a passare in vantaggio sono gli ospiti di Pierluigi Bresciani: dopo 49 secondi Motaran riesce a chiudere efficacemente su Mendez ma a rimorchio arriva di gran carriera Francesco Compagno che ancora una volta lascia il segno sulla finale scudetto concludendo a rete con una gran botta da fuori area.
Avvio da incubo, ma i rossoblù non smettono di credere ad un'impresa evocata a più riprese da mister Orlandi negli ultimi giorni. La reazione infatti è immediata con il Forte che si getta a testa bassa a condurre l'offensiva e Valentin Grimalt costretto a fare gli straordinari per difendere i pali lodigiani.
Sono minuti frenetici, la porta lombarda sembra stregata per i rossoblù che le tentano tutte arrivando a scheggiare anche un clamoroso palo. La tenacia fortemarmina però riesce a spezzare la maledizione: Xavi Rubio e poi ancora Casas impegnano Grimalt e al terzo tentativo Ambrosio non sbaglia e infila nell'angolino basso il portiere avversario. Il PalaForte (sui cui spalti - secondo gli ultimi dati della prevendita - si è comunque registrata un'affluenza di circa 200 tifosi) esplode di gioia insieme al bomber italo-argentino, ma il cronometro è fermo sul 4'42'' e la partita è ancora lunga e tutta da giocare. Il resto del primo tempo scorre via veloce ma i padroni di casa, riuscendo ad assicurarsi il pari dopo pochi minuti, hanno ritrovato entusiasmo e fiducia e a più riprese sfiorano il vantaggio.
L'atmosfera è elettrica, nessuno sugli spalti ancora vuole crederci ma tra i tifosi versiliesi la domanda, sospirata a fior di labbra con tono che tradisce la speranza, è la stessa: la remuntada è davvero possibile? La risposta da parte della squadra di Orlandi arriva nel secondo tempo. E porta la firma, marchiata a fuoco, delle parate di Ricky Gnata e dei gol di Marti Casas. Nell'arco di soli 16 secondi infatti il giovane talento spagnolo si esalta e mette in ginocchio il Lodi. Al 5'36'', dopo una traversa colpita da Rubio (con pallina che rimbalza sulla linea di porta e torna in gioco), Ambrosio vede Casas giungere a rimorchio e lo serve. Il compagno di reparto non se lo fa ripetere due volte e spedisce in rete, salvo poi ripetersi al 5'52'' percorrendo tutta la pista ad una velocità impressionante per insaccare in rete l'ennesima respinta di Grimalt e firmare il 3-1.
Il doppio vantaggio però non sazia la fame dei rossoblù, incitati da un pubblico ormai sull'onda dell'entusiasmo. Ancora Casas quindi (una serata magica per lui, con il dolore al muscolo che sembra quasi un lontano ricordo) fa la differenza: uno-due con Rubio, poi dal vertice basso serve una pallina troppo invitante sul secondo palo perché un condor d'area di rigore come Ambrosio manchi il tap-in vincente.
La partita è ormai instradata: il cartellino blu a Jordi Mendez permette a capitan Motaran (dopo solo 8 minuti nel secondo tempo) di sigillare la vittoria rendendo vana la rete dell'ex Elia Cinquini.
Il Lodi avrà ancora due potenziali match-point per il tricolore, ma questa finale scudetto adesso può dirsi davvero riaperta. —
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