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La salvezza dell’Ascoli passa dal mental coach Eugenio Vassalle
Viareggio. Nel menzionare pubblicamente le persone che hanno contribuito alla salvezza dell’Ascoli, il tecnico Andrea Sottil non ha mancato di sottolineare il determinante apporto ricevuto da Eugenio Vassalle, il mental coach viareggino che da alcuni anni collabora con il tecnico di Venaria Reale. «Ci tengo a ringraziare Eugenio Vassalle – sono state le parole di mister Sottil – un grandissimo mental coach con il quale sono sempre riuscito a centrare gli obiettivi. La mente è un aspetto fondamentale nello sport».
E in effetti il binomio Sottil-Vassalle nel corso percorso della loro collaborazione ha ottenuto risultati importanti. L’inizio risale alla stagione 2017/2018 quando Sottil guidò il Livorno alla promozione in serie B, poi le stagioni di Catania e quella di Pescara due anni or sono, con la formazione abruzzese che raggiunse la salvezza. Sempre con Vassalle a dare un supporto al tecnico e alla squadra. «Non è questione di classifica – commenta Vassalle – primo o ultimo nella mente di un atleta c’è comunque sempre la paura di cadere».
Oltre alla collaborazione con Sottil non va dimenticato che negli anni precedenti Vassalle ha lavorato a fianco dei tecnici di Leonzio (salvezza) e Rende (conquista dei play off) e nella passata stagione con la Reggiana di Massimiliano Alvini capace di raggiungere la serie B dopo l’estenuante lotteria degli spareggi.
Vassalle ha iniziato a collaborare con l’Ascoli già nel mese di dicembre. «La squadra aveva collezionato sei punti in quattordici gare – racconta – e causa la pandemia abbiamo potuto lavorare solo attraverso video conferenze. Negli ultimi mesi poi sono potuto andare ad Ascoli e quindi tutto è stato più facile perché ho potuto lavorare in presenza. Abbiamo costruito un percorso fornendo al gruppo la giusta motivazione per ogni partita».
Il mental coach viareggino sintetizza così il segreto dei suoi successi: «Avendo praticato oltre al calcio anche il karate ho cercato di portare nel calcio la concentrazione necessaria nelle arti marziali». Vuole poi dare un imput ai giovani allenatori ex calciatori: «È necessario tagliare subito il cordone ombelicale con l’essere calciatore. Altrimenti rischi di non cogliere i risultati sperati». —
M.G.
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