Il Tirreno

Versilia

l’intervista 

Ambrosio, il duro mestiere dell’attaccante

Gabriele Buffoni

Il capocannoniere del campionato: «Con portieri come Barozzi e Gnata ogni rete vale doppia. Non ci saranno goleade»

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Gabriele Buffoni

forte. Cosa serve per scardinare la granitica difesa del Follonica? È questa la domanda che dalla sconfitta in gara 2 mercoledì sera circola senza sosta nello spogliatoio del Forte dei Marmi. A poco più di ventiquattr'ore dal terzo atto del derby toscano di semifinale, i rossoblù si stanno armando per quella che si annuncia una battaglia senza esclusione di colpi. Non c'entra solo il campanilismo, la voglia di superare i rivali in un mero confronto statistico (sia Forte che Follonica hanno vinto, nella loro storia, quattro scudetti partecipando a sei finali consecutive). C'è la volontà di non perdere l'occasione di sfruttare il fattore campo, quella pista di casa che per la prima volta mercoledì (dopo una regular season immacolata) ha tradito i versiliesi. Più di ogni altra cosa, pesa la consapevolezza di trovarsi ad un bivio: chi vincerà domani avrà il match-point in gara 4 per qualificarsi in finale. Una responsabilità che di fronte a un portiere come Leonardo Barozzi ricade in buona misura sulle spalle degli attaccanti rossoblù tra cui a brillare finora è stato il capocannoniere Federico Ambrosio.

Ambrosio, vi siete leccati le ferite dopo gara 2?

«Non potremmo essere più carichi di così: sul momento ovviamente abbiamo masticato amaro, ma non abbiamo perso la testa e anzi siamo tornati subito a lavorare per la partita di domani. Sapevamo che contro questo Follonica sarebbe stato un sogno chiuderla in tre partite: è un avversario che gioca un grande hockey e per batterlo dobbiamo impegnarci al massimo. Chi pensava dopo la vittoria di gara 1 che fosse tutto in discesa ha fatto un errore di valutazione. Non è stato così da parte nostra: una sconfitta potevamo metterla in conto, sappiamo bene il valore della squadra che affrontiamo. Ma domani non possiamo assolutamente sbagliare».

Mercoledì, a parte il rigore da lei realizzato, è stato impossibile superare Barozzi: come fare per arginarlo?

«Intanto bisogna dire che questa semifinale difficilmente vedrà delle goleada: sia Leonardo che Ricky (Gnata, ndr) sono due grandi portieri, non lo scopriamo adesso, e sono in grado di negare il gol a qualunque attaccante. Questo rende la sfida ancora più sul filo del rasoio, perché se in uno sport come l'hockey un gol ha un peso relativo con due portieri come loro da superare anche una sola rete può risultare determinante. Saranno tutte sfide da poche reti, decise di misura: bisogna solo tenere altissimo il ritmo di gioco e continuare a creare occasioni».

A maggior ragione, i goleador come lei hanno una responsabilità in più.

«Sicuramente è così, anche se in partite così equilibrate siamo tutti attaccanti e al contempo siamo tutti difensori. Bisogna lottare su ogni pallina e non mollare fino alla fine. Poi penseremo a gara 4, che il risultato di domani ci permette di chiudere la serie o ci veda costretti a rimontare».

Tante scintille e nervosismo in pista si sono visti anche tra lei e Fernando Montigel: una sfida nella sfida la vostra? «Io sono un attaccante d'area, lui è uno dei migliori difensori in circolazione. È normale che ci scontriamo senza sosta, a volte anche superando certi limiti del regolamento, bisogna ammetterlo. Per me sicuramente riuscire a batterlo è qualcosa che rende ancora più stimolante questo derby». —

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