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Versilia

la delusione della coppa italia 

«Sconfitta che brucia, ma ora lo scudetto»

Gabriele Buffoni
«Sconfitta che brucia, ma ora lo scudetto»

Marti Casas archivia il ko in finale con il Lodi e guarda avanti: «Dobbiamo trasformare la rabbia in fame agonistica»

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Gabriele Buffoni

forte dei marmi. La responsabilità del rigore decisivo, quel cartellino rosso sventolato all'indirizzo di Valentin Grimalt, la parata di Riccardo Porchera che ha spento le speranze rossoblù. Sono questi gli ultimi fotogrammi della Coppa Italia del Forte dei Marmi, vissuti attraverso gli occhi di Marti Casas: trascinatore della squadra rossoblù non solo nell'ultimo atto contro il Lodi ma anche sabato sera, nel corso della semifinale vinta contro il Follonica, su di lui è ricaduto l'onere di quel diciottesimo e decisivo penalty. Un volto, quello del giovane catalano, che da vero agonista non prova neppure a nascondere la rabbia e la delusione.

Casas, alla fine si è presentato lei sul dischetto prendendosi una responsabilità non di poco conto: quanto è stato difficile trovare il coraggio per battere quell'ultimo rigore?

«Alla pressione non pensavo, anzi: è quel tipo di responsabilità che per giocatori come me e i miei compagni non fa altro che aggiungere adrenalina a una partita dove già la tensione è alle stelle perché ci si gioca un titolo. Me la sono presa volentieri, ero carico e convinto di potercela fare: la mentalità non può essere diversa quando c'è in palio un trofeo così importante. Purtroppo non è andata, lo sport è anche questo: bisogna riconoscere che entrambi i portieri sono stati eccezionali e il Lodi è stato più bravo di noi a sfruttare quell'unica occasione per fare gol che alla fine ha fatto la differenza».

Avete qualche rimpianto, al di là della lotteria dei rigori, per quello che è stato il resto della partita contro il Lodi?

«Abbiamo fatto una delle nostre migliori partite in difesa. Sicuramente la prestazione nelle retrovie è stata mostruosa da parte di tutti noi, limitando al massimo una squadra come il Lodi che attacca moltissimo. E questo rappresenta già un ottimo punto da cui ripartire per risollevarci dopo l'inevitabile amarezza di questa sconfitta in finale. Però c'è anche qualche rammarico, è inevitabile: mi rivengono in mente tante occasioni sul 2-1 in cui potevamo chiudere la partita e mettere spalle al muro i nostri avversari e che invece abbiamo sprecato fino a sbagliare quel testa a testa da cui è nato il pareggio del Lodi. Ripeto, lo sport è anche questo: quando sbagli poi la paghi, specialmente quando ti confronti con un rivale ai massimi livelli».

E adesso?

«Adesso brucia, tanto. Dispiace veramente moltissimo aver perso la Coppa Italia in questo modo perché dopo una finale così equilibrata e tesa sarebbe stato meraviglioso trionfare sul Lodi e goderci la vittoria del primo trofeo. Però c'è ancora lo scudetto: tra pochi giorni inizierà anche il nostro cammino nei playoff dai quarti di finale e dobbiamo farci trovare pronti. Nello spogliatoio adesso c'è rabbia, c'è delusione, c'è amarezza: tutto giusto, anche le lacrime perché abbiamo sfiorato la Coppa Italia e abbiamo sprecato l'occasione, però dobbiamo sfogare tutto nei prossimi due giorni e poi rimboccarci le maniche e lavorare. E quando torneremo in pista dobbiamo dimostrare di essere ancora più affamati e determinati a raggiungere l'obiettivo dello scudetto. Perché ora che non c'è rimasto altro vogliamo vincerlo ancora più di prima». —

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