Il presidio
Venè: «Vittoria gettata al vento»
Il tecnico deluso dopo il pari col Corticella: «Ma se resterò fino in fondo al campionato ci salveremo»
Michele Morabito
Seravezza. Non tira una bella aria in casa del Seravezza dopo il pareggio con il Corticella arrivato al termine di una partita incredibile in cui gli uomini di Vangioni sprecano l’impossibile. Ciò che lascia un po’ sorpresi è che il Seravezza si fa recuperare dall’ultima della classe dopo essere passata in vantaggio nel computo del numero di uomini e nel punteggio dopo nemmeno dieci minuti di gioco con una decisione arbitrale che una volta tanto non ha sfavorito la squadra versiliese. Settanta minuti di monologo, occasioni buttate al vento a ripetizione tra primo e secondo tempo, poi nell’ultima parte di gioco un preoccupante calo che ha consentito al Corticella di rialzare la testa e trovare nel finale quel gol che vale tre punti che fanno più morale che classifica.
Il Seravezza vede tramontare tre punti che avrebbero rilanciato la classifica della squadra di Vangioni in ottica di salvezza diretta anche se in questi giorni la Lega deciderà sulla formula delle retrocessioni: è allo studio la possibilità di eliminare la formula dei playout a favore di due retrocessioni dirette. Con tanti recuperi da fare e la possibilità di un cambio di regole in corsa, il campionato del Seravezza diventa sempre più difficile.
Ad analizzare la partita mister Vangioni che ha qualcosa da dire mentre la società nel dopo partita si è riunita per discutere della situazione attuale della squadra. La parata di Vené nel recupero ha evitato una beffa che sarebbe stata immeritata. «Stiamo a discutere di una partita in cui per settanta minuti abbiamo dominato – commenta Vangioni – poi si sa che nel calcio se sbagli cinque, sei, sette occasioni clamorose tutto può succedere ed è successo ciò che al settantesimo sembrava impossibile. Mi viene da dire che i ragazzi non si sono abituati a questa situazione di classifica e che alla fine hanno risentito dello stress di dover vincere per forza e nei minuti finali abbiamo smesso di giocare. È un campionato strano in cui abbiamo giocato nove partite in 35 giorni, poi siamo stati fermi un mese e poi siamo ripartiti. Adesso si parla addirittura di cambiare le regole sulle retrocessioni. Se si cambia che lo si sappia quanto prima perché non è lo stesso fare la corsa sulla penultima o per arrivare fuori dai play out. Di sicuro in questo campionato strano si trova meglio chi riesce ad adattarsi alle situazioni e noi non ci stiamo riuscendo. Io sono sicuro che se sarò in panchina fino alla fine del campionato allora ci salveremo. Se la società dovesse prendere delle decisioni differenti, ne prenderò atto. Certo dispiace aver gettato questi due punti che potevano essere molto importanti per il proseguo del campionato. Abbiamo sbagliato troppi gol già fatti, uno anche in una situazione incredibile di tre contro il portiere. A questi livelli se sbagli troppo alla fine poi ti viene la paura nel finale. Ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti con le regole che ci sono e cercando di abituarci all’idea che siamo qua per salvarci e che non possiamo permetterci di regalare gli ultimi venti minuti ai nostri avversari». —
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