Italia
Bertolucci e Orlandi, martedì incrociano le armi gli amici-nemici
Viareggio. Ex compagni di squadra, entrambi viareggini d'origine, entrambi con esperienze importanti all'estero nel prestigioso campionato portoghese. Alberto Orlandi e Mirko Bertolucci si affronteranno di nuovo tra qualche giorno, stavolta in veste di allenatori: martedì infatti il Forte dei Marmi ospiterà proprio il Correggio allenato da Bertolucci nella sfida che - al netto delle due giornate (la settima e l'ottava) che ancora devono essere disputate da tutte le compagini di serie A1 - segnerà il giro di boa del campionato.
Bertolucci, sulla carta contro il Forte dei Marmi non siete i favoriti. Eppure la squadra rossoblù ultimamente non ha brillato: contate di riuscire a strappare un risultato favorevole?
«È vero che nelle ultime partite il Forte ha ottenuto tre pareggi ma resta una squadra dalla qualità altissima. Giocano tutto un altro campionato rispetto a noi. Questo però non vuol dire che saremo vittime sacrificali, anzi: voglio che i miei ragazzi giochino sereni, senza pressione. Quella di martedì per noi non è una partita che ci vede con l'obbligo di vincere, a differenza del Forte: potrebbe aiutarci a mettere loro i bastoni tra le ruote, perché anche un pareggio per noi sarebbe come una vittoria. Specialmente in vista del derby contro lo Scandiano che giocheremo sabato prossimo».
Lei conosce molto bene Orlandi: cosa ne pensa del percorso finora da lui fatto come neo-allenatore in A1?
«So che non deve essere stato facile: arrivare da un'esperienza in un campionato estero come quello svizzero dove il movimento è ancora ridotto ed essere catapultato su una panchina di una squadra che punta a vincere tutto come il Forte, con le aspettative che ci sono, è un salto molto difficile da gestire. Però ho notato che ha imposto subito le sue caratteristiche alla squadra: è un Forte con molta più intensità di gioco e che punta molto anche sulle qualità individuali. Ci rivedo il Porto di quando ci affrontavamo in Portogallo, lui con quella maglia e io con quella del Barcelos. Personalmente preferisco un gioco un po' più ordinato, anche perché si adatta meglio alle caratteristiche del mio Correggio».
Venite da un dicembre non entusiasmante sotto il profilo dei risultati: il Correggio potrà comunque dire la sua in chiave playoff?
«Dopo la vittoria contro il Grosseto avremmo dovuto fare di più contro Montebello e Monza in particolare. Purtroppo abbiamo perso punti importanti per quelli che sono i nostri obiettivi, ma conto su un girone di ritorno dove potremo dire la nostra».
Intanto suo fratello Alessandro, con il Sarzana, è nel gruppo di testa: se l'aspettava?
«Ale per me è un esempio, dovrebbe esserlo per tanti altri: è uno in grado di plasmare una squadra dal nulla, l'aveva già dimostrato a Viareggio e a Sarzana in questi anni ha fatto un grande lavoro. A breve tra l'altro ci affronteremo: non vedo l'ora, anche se sarà una partita sicuramente molto particolare per entrambi». —
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