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Carpita, un portiere-capitano per far risorgere il Viareggio

Massimo Guidi
Carpita, un portiere-capitano per far risorgere il Viareggio

Da punto fermo della squadra di beach soccer a leader delle “nuove” zebre «Sento la responsabilità della fascia, ma non sono uno che si tira indietro...»

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Viareggio

È stato il primo acquisto del nuovo Viareggio. O meglio è stato il primo giocatore viareggino che ha aderito al progetto varato dalla nuova società che vuole riportare le zebre a calcare palcoscenici più gratificanti. Un’adesione quasi scontata, nonostante avesse avuto proposte da società di categorie superiori, perché Andrea Carpita è uno che va fiero di vestire la maglia della squadra della sua città, su un prato verde o sulla sabbia del beach soccer. E dunque dopo avere vissuto le esperienze con l’Esperia e con il Viareggio 2014 si è tuffato con entusiasmo nella nuova avventura con il neonato Viareggio Calcio. Quasi scontato che fosse lui a mettere al braccio la fascia di capitano. Un segno di appartenenza che vale anche un piccolo record perché prima di Andrea l’unico portiere ad avere avuto i gradi di capitano negli ultimi cinquanta anni di storia a strisce bianconero era stato un altro viareggino: Alessandro Mannini.

Andrea cosa significa per te essere il capitano del Viareggio?

«Inutile dire che mi sento orgoglioso di avere avuto i gradi di capitano. Ho giocato diverse stagioni nel Viareggio e sono stato il primo ad essere coinvolto nella situazione e quindi diciamo che un po’ ci speravo. E’ chiaro che questo ruolo mi conferisce anche tanta responsabilità. Ma io sono uno che non mi tiro indietro, mai».

Chi è stato a nominarti capitano?

«Stefano Santini che ha motivato la sua scelta con parole gratificanti nei miei confronti. Parole per le quali voglio ringraziarlo così come ringrazio tutti i ragazzi che già dai primi allenamenti mi chiamavano capitano».

Dopo quasi due mesi cosa ci puoi dire del nuovo Viareggio?

«Soprattutto che è molto bello avere una dirigenza formata da tutti viareggini. E che è gratificante vedere il presidente Tomei e i suoi collaboratori sempre vicini alla squadra anche durante gli allenamenti settimanali».

Dirigenza che vi ha chiesto senza troppi giri di parole di vincere il campionato. Può pesare questa pressione?

«Dobbiamo cercare di riportare il Viareggio più in alto possibile in breve tempo. Starà a noi anziani del gruppo cercare di non scaricare sui più giovani la pressione».

Il primo obiettivo stagionale, passaggio al secondo turno di coppa è stato centrato. Da domenica a Mulazzo si comincia a fare sul serio.

«Siamo coscienti che saremo attesi su ogni campo. Ricordo che succedeva anche ai tempi dell’Eccellenza e della serie D. Il nome Viareggio ispira sempre le avversarie a cercare l’impresa. E a mio avviso anche questo è un fattore che va preso come positivo perché significa che siamo rispettati da tutte le squadre». —

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