Il presidio
Vent’anni fa a Sidney il lancio più bello di Vizzoni
Il 24 settembre 2000 l’atleta versiliese conquistò l’argento alle Olimpiadi da quell’impresa è partita una carriera sportiva straordinaria
PIETRASANTA
Sono trascorsi venti anni, sembra ieri quando il 24 settembre del 2000 Nicola Vizzoni conquistò la medaglia d’argento alle olimpiadi di Sidney nel lancio del martello. Un’impresa che è ancora viva nelle menti di chi ha seguito con passione le imprese dell’atleta versiliese fin dagli inizi della sua carriera. Pioveva quel giorno in Australia, ma il “gigante” di Marina di Pietrasanta riuscì a lanciare il martello a 79 metri e 64 centimetri, misura che gli consentì di conquistare la medaglia d’argento. Un risultato meritato frutto di tanti sacrifici per la gioia di chi l’ha visto crescere giorno dopo giorno sul campo di atletica leggera vicino casa, a partire dal suo allenatore Roberto Guidi, insegnante di educazione fisica e buon martellista a livello regionale. E poi mamma Elvia, il papà Gianfranco, il fratello Massimo, e i tanti amici.
Nicola ricorda bene quel pomeriggio. «Ho fatto il primo lancio piuttosto controllato, visto che per me era un secondo di prova, e feci circa 75 metri: vidi che il motore c’era e dentro di me pensai che bastasse dare un poco più di velocità e la qualificazione ci sarebbe stata. Partii più deciso, secondo e terzo in accelerazione e feci più del 77,50 della qualificazione. Poi rimasi lì a vedere il secondo gruppo, dove c’era il mio compagno di allenamenti Loris Paoluzzi che doveva qualificarsi. Poi la sera della finale: tutto il giorno che pioveva, non smetteva… Poi in gara, ho piazzato il primo e ho sentito bene il secondo, ma ho sbagliato l’attacco del terzo giro e mi è scappato un po’ sul finale. A quel punto lì i giochi erano mezzi fatti. Vidi il mio tecnico che mi seguii fino in Australia, era seduto tranquillo, sono andato in pedana deciso ed è venuto fuori il lancio di 79,64. Mi sono trovato secondo a pochi centimetri dal primo, non sono riuscito ad accorciare il divario tra me e Szymon Ziolkowski ed è stato argento, un risultato sicuramente importante».
Un risultato strepitoso che gli ha cambiato la sua carriera sportiva, da punta del gruppo sportivo delle “Fiamme gialle” fino a diventare capitano della Nazionale italiana di atletica leggera e centrare ancora altri obiettivi importanti.
Vizzoni ha preso parte a quattro Olimpiadi, fermato solo da un guaio fisico alla vigilia della quinta. Poi una volta che ha interrotto l’attività agonistica insieme alla compagna Claudia Coslovich è diventato responsabile del settore lanci della Federazione italiana atletica per costruire quelli che potranno essere i campioni del domani.
Nicola Vizzoni ha sempre amato questo sport, pur avendo iniziato come calciatore: appena ha scoperto l’atletica leggera, ha iniziato a dedicarcisi con impegno, passione e professionalità. Tifoso della Fiorentina e della Ferrari, adesso mette al servizio dei più giovani la sua esperienza, quella assimilata in tanti anni di attività nelle padane di tutto il mondo, dove ha messo in mostra la sua classe, frutto di tanto lavoro, perché i risultati non arrivano per caso ma si costruiscono giorno dopo giorno. Nicola è sicuramente un esempio per tanti giovani. —
Roy Lepore
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