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Eurolega, l’Italia chiede tempo
Le società che vogliono partecipare (compreso il Forte) puntano ad uno slittamento delle iscrizioni
Forte dei marmi
Le iscrizioni alle Coppe Europee di hockey su pista non sono state ancora formalizzate. Ufficialmente il bando per presentare domanda di iscrizione alle prossime Eurolega e Wse Cup scadeva con la giornata di ieri ma è proprio dal gruppo di compagini italiane interessate a disputare i due tornei continentali che è arrivata la richiesta - pressante - al comitato europeo di rinviare il termine di alcuni giorni. Quanto basta per superare lo scoglio di domenica, quando in mattinata si terrà la riunione tra club e comitato internazionale per aggiornarsi su formula, calendario e soprattutto modalità in cui si disputeranno le coppe nella prossima stagione.
A differenza infatti di quanto deciso dalla Fisr (la Federazione Italiana) per i campionati e le coppe nazionali - ovvero, stando alle norme per le attività generali, quanto racchiuso nella clausola di ridiscussione dei termini (compreso il posticipo delle date di avvio e fine della stagione) in caso di necessità dovute alla pandemia da Coronavirus - il comitato europeo ad oggi non ha modificato le normative per lo svolgimento delle coppe.
Non solo: il calendario e la formula stessi dell'Eurolega ad esempio - con 16 partecipanti, la fase a quattro gironi tra il 7 novembre e il 13 febbraio con successivi quarti di finale tra marzo e aprile e la final four a maggio - ricalcano quelli della passata stagione.
Le cose però, soprattutto a causa del Covid-19, sono cambiate eccome: non solo sotto il profilo dello sforzo economico ma anche per le normative da rispettare e che potrebbero avere ripercussioni sullo sport a partire dal prossimo autunno. Non è un caso che l'Italia abbia registrato un brusco calo delle società interessate alle coppe internazionali.
Con Scandiano, Sarzana e Follonica concentrate sulla Wse Cup, le squadre che hanno espresso la volontà di iscriversi in Eurolega ad oggi risultano soltanto tre: Forte dei Marmi, Lodi e Bassano, arrivato in questo novero non per meriti di classifica (nell'ultimo anno la squadra veneta era terzultima in graduatoria) ma solo grazie al rifiuto di tutte le altre partecipanti alla serie A1. Posticipando il termine per le iscrizioni, queste sei società avranno modo di confrontarsi con il comitato europeo e chiedere maggiori spiegazioni su quelli che sono i principali dubbi in vista della prossima stagione.
«La questione a mio avviso più pressante - dichiara Piero Tosi, presidente del Forte dei Marmi - è legata alle garanzie sulle modalità in cui si potrà giocare: ci sarà permesso avere il pubblico nei nostri palasport o, partecipando, avremo perdite legate alle trasferte senza possibilità di rientro con gli incassi in casa? È un fattore determinante per decidere se iscriversi o meno. Per questo l'idea avanzata dal Lodi di posticipare le coppe europee a gennaio mi trova d'accordo, in modo da avere un quadro più chiaro della situazione, anche se non muterei la formula dell'Eurolega: tutt'al più la snellirei, riducendone il numero di partecipanti a quattro gironi da tre squadre ciascuna. Sicuramente - conclude - se non ci saranno disponibilità e risposte da parte del comitato internazionale tutto, anche l'iscrizione stessa all'Eurolega, è da mettere in discussione: ne valuteremmo i pro e i contro, ma se ciò accadesse non escluderei a priori l'idea di non partecipare per quest'anno». —
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