La promessa di papà Ambrosio «Ora voglio un trofeo per Aurora»
Il campione rossoblù sabato è diventato padre di una splendida bimba «Le dedicherò il primo successo che conquisterò con il Forte dei Marmi»
Forte
Fiocco rosa in casa dell'Hockey Forte dei Marmi: all'alba di sabato è nata infatti Aurora Ambrosio Di Paola, figlia del campione rossoblù Federico e della modella italo-argentina (e volto noto della tv) Valentina Di Paola. Una nascita da tempo annunciata dal giocatore del Forte che ha dedicato molti dei suoi gol nell'ultima stagione alla nascitura. «Peccato che non ho potuto dedicarle un trofeo quest'anno, ma ho tutta l'intenzione di rifarmi».
Ambrosio, una lunga attesa premiata con una bambina che ha già fatto breccia anche nel cuore di tutti i tifosi rossoblù.
«Ero veramente bianco per la paura: a momenti non capivo più niente, per tutta la notte ho fatto la spola tra casa e l'ospedale. Purtroppo per le norme anti-Covid non sono potuto rimanere accanto a Valentina durante le ore di travaglio, ma solo in sala parto: come ho sempre detto a mia moglie, questa è stata una partita in cui lei era in campo e io il suo staff, ma devo anche ringraziare tutto il personale dell'ospedale e le ostetriche che hanno fatto un lavoro splendido. Da soli non siamo mai stati e questo ci è stato di grande aiuto: tutti, dai compagni di squadra ai tifosi ci hanno fatto sentire la loro vicinanza, anche nei giorni precedenti al parto quando ormai sapevamo che era questione di poco. Il loro affetto ci ha coccolato».
Avete tenuto segreto il nome della piccola fino al momento della nascita: ha un significato particolare per voi?
«L'abbiamo scelto con grande cura durante la quarantena, e per diversi motivi: intanto volevamo che dopo tutta l'emergenza per il virus per noi fosse l'alba di un nuovo inizio. Poi Aurora è anche il nome della principessa della "Bella addormentata nel bosco", la cui colonna sonora è stato il nostro valzer al matrimonio. Infine il suo onomastico cadrà lo stesso giorno della nascita della mamma di mia moglie».
Forte è stata la vostra decisione di farla nascere qui in Versilia, tant'è che lei ha rifiutato anche offerte molto importanti (come quella, recente, del Bassano): cosa vi ha spinto a questa scelta?
«Un insieme di cose. A partire dal posto, che è meraviglioso: non avremmo potuto immaginare luogo migliore dove mettere su famiglia, e ora che è nata Aurora rimarrà per sempre nei nostri cuori, qualunque cosa accadrà in futuro. In più sin dai primi mesi dopo il nostro arrivo l'accoglienza che abbiamo ricevuto ci ha fatto sentire veramente a casa: dai vicini ai tifosi alle persone che nemmeno ci conoscevano o che non sono appassionati di hockey, abbiamo trovato una seconda famiglia che ci ha accolto a braccia aperte. E poi a fare la differenza è stata la serietà della società: qui a Forte dei Marmi ho trovato una realtà seria, cosa non scontata nel mondo dell'hockey, e questo ha permesso a me e a Valentina di trovare una stabilità maggiore. Per questo sono felicissimo che mia figlia sia una versiliese e che possa crescere qui, quantomeno per i prossimi due anni».
La vedremo quindi presto a tifare il papà al palasport?
«Non appena sarà possibile. E voglio dedicarle quel trofeo che le avevo promesso quest'anno e che purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di vincere. Anche se devo ammettere che quando ho preso in braccio Aurora per la prima volta qualunque altra ambizione sportiva è passata in secondo piano». —
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