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Volley, regole troppo rigide Le società gettano la spugna

Nicoletta Dati
Volley, regole troppo rigide Le società gettano la spugna

Casula (Upc): «Impossibile allenarsi con le disposizioni decise dal governo» D’Alessandro (Oasi): «Assurdo riprendere l’attività a queste condizioni»

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VIAREGGIO

Impossibile fare pallavolo o beach volley con il nuovo protocollo Fipav per la ripresa degli allenamenti. E’ questa la linea generale delle società del nostro territorio che si allinea al pensiero generale italiano. Le distanze imposte e le limitazioni snaturano il gioco e di per sé non sono utili o realizzabili soprattutto nelle piccole realtà.

Il nuovo protocollo emanato il 21 maggio dalla Fipav ed in vigore dal 25 maggio per la ripresa degli allenamenti di pallavolo, beach volley e sitting volley vede tra i punti salienti l’istituzione della figura del Covid Manager che avrà il compito di coordinare e verificare il rispetto delle disposizioni del protocollo; le linee guida della gestione degli spazi comuni e le precauzioni igieniche-personali da seguire, il tutto in linea con le disposizioni dettate il 20 maggio dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Il problema fondamentale è che puoi far entrare poche persone (2 allenatori con 6 atleti) che devono stare distanti e fare solo lavoro tecnico singolo, ogni cambio gruppo devi sanificare tutto l’impianto dal pavimento ai palloni, che peraltro rischiano così il deterioramento. – ha detto Antonello Casula, dirigente Upc Camaiore - Il tutto senza poter utilizzare gli spogliatoi. Per non dimenticare le responsabilità che gravano sui presidenti. Non ha quindi senso riprendere adesso, è preferibile continuare a far lavorare gli atleti da casa aspettando nuove disposizioni».

Dello stesso avviso Mordacci presidente del Discobolo e Giannini dirigente Vp Volley, società che per adesso non avrebbe nemmeno il via libera del Comune per entrare in palestra. «Siamo in costante aggiornamento con atlete e genitori che hanno piena fiducia in noi e quindi si rimettono ad ogni nostra decisione – ha detto Sabrina D’Alessandro, presidente Oasi, ancora in attesa di informazioni per l’utilizzo degli impianti - Mi sembra assurdo riprendere con queste condizioni, la situazione responsabilità resta, ma al di là di questo vorrei riprendere in maniera più tranquilla e sicura».

Il mondo del volley resta quindi in attesa di nuovi aggiornamenti. Difficile anche preparare la nuova stagione con le incertezze che vanno dai protocolli di sicurezza, all’utilizzo degli impianti passando per la delicata situazione economica.

Situazione sul filo di lanca anche per il beach volley. «Il protocollo ad oggi emesso dalla Fipav non ha tenuto totalmente in considerazione quello che è il movimento delle scuole di beach volley in Italia e si è occupato esclusivamente di quello che è il movimento della nazionale e semiprofessionistico – ha detto Eugenio Amore, olimpionico a Pechino 2008, ora presidente della Beach Volley con Amore (Bvca school) una delle scuole più grandi della Toscana, molto attiva a livello di organizzazione di eventi anche nazionali – hanno equiparato beach e pallavolo e le linee guida ad oggi messe a disposizione dalla Fipav non sono adatte all’attività delle scuole di beach volley».

Un’attività fatta di grandi numeri con 30000 praticanti e 110 società tra cui la Bvca School che si snoda tra Viareggio, Pisa e Firenze per un totale di circa 600 utenti. Domani il Consiglio Federale potrebbe prendere decisioni importanti circa lo svolgimento del campionato italiano, una delle ipotesi è l’annullamento. —

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