Il Tirreno

Versilia

Il campione di nuoto si allena in mare

GABRIELE NOLI
Il campione di nuoto si allena in mare

Biancalana: non lo avevo mai fatto prima, è una sensazione particolare, abitare a Viareggio è una fortuna

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VIAREGGIO

Da svago estivo ad unica possibilità di allenamento in acqua: come la pandemia cambia la concezione del mare, stravolgendola. «C’è rimasto solo quello ed io che abito a Viareggio non mi posso lamentare» ammette Lorenzo Biancalana pervaso da una felicità con l’asterisco. Ha ricominciato a nuotare dalla scorsa settimana, dopo quasi due mesi di stop: con la prepotente diffusione del Covid-19 tutte le piscine sono state chiuse e ogni attività sospesa. E così il ventunenne viareggino passato da meno di un anno al Nuoto Livorno – si allena (va) nella città labronica sotto la guida del tecnico federale Stefano Franceschi – si è dovuto arrangiare. «Con lui e Adolfo Buonaccorsi (suo mentore in vasca dai tempi della Tirrenica Nuoto, ndr) ci sentiamo costantemente. In casa svolgevo esercizi per mantenere la condizione atletica con il supporto di Marco Borgianni della palestra “Fabbrica di ghiaccio”, utilizzando anche una bici da spinning prestata dal mio vicino di casa».

Sforzo quotidiano più complicato, in mancanza di gare da preparare, chissà ancora per quanto. Il ritorno in acqua è comunque di per sé un incentivo ad osservare il presente e il prossimo futuro, se non con ottimismo, con meno pessimismo. E pazienza se per un po’ di tempo l’odore del cloro ha lasciato spazio a quello del salmastro. Ogni giorno, solitamente in tarda mattinata, Lorenzo raggiunge il molo in bici con già addosso la muta («l’agilità è limitata») e comincia a nuotare assieme ad un altro ragazzo. «Un’ora, a volte di più. Per calcolare i chilometri basta prendere dei riferimenti e tenerli a mente. Non mi ero mai allenato in mare, è una sensazione particolare. In seguito proverò anche in Darsena».

Può sembrare un paradosso, eppure in periodo di confinamento, la quotidianità di Biancalana è mutata radicalmente tanto da riuscire a (meglio) correlare sport e studio. «Sino a prima dello scoppio della pandemia mi allenavo tre-quattro ore al giorno. In queste settimane sono stato piuttosto impegnato con l’Università tra esami e lezioni, ovviamente a distanza (frequenta la facoltà di Scienze Motorie a Pisa, ndr)».

A metà marzo avrebbe dovuto partecipare ai campionati italiani in vasca lunga, uno dei principali appuntamenti della stagione 2020, irrimediabilmente compromessa a causa del coronavirus. «Mi ero detto favorevole a proseguire con gli allenamenti, prima che la situazione precipitasse. Con la crescita così rapida del numero dei morti la percezione è cambiata. Adesso, con la volontà di accelerare la ripartenza, si rischia un nuovo tracollo. E a quel punto lo scenario sarebbe ancor più devastante» .

Riflessioni di un ragazzo che sa rapportarsi con maturità e senso di responsabilità a quanto di grave sta accadendo, seppure inevitabilmente vanifichi i personali sforzi compiuti negli ultimi mesi. «Sì, è un peccato, perché mi ero impegnato davvero tanto, ma di fronte alla potenza del virus, bisogna considerarsi fortunati a non esserne direttamente colpiti». —

GABRIELE NOLI

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