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Versilia

Donati: «Pronto per ripartire»

Michele Morabito
Donati: «Pronto per ripartire»

Il difensore versiliese del Lecce ha ripreso gli allenamenti: «La Serie A deve tornare in campo»

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Viareggio

Nel calcio che prova a ripartire una storia versiliese è quella di Giulio Donati, giocatore del Lecce in serie A, che ci parla della sua quarantena e di quella voglia di ricominciare che pervade un po’ tutto il mondo del pallone. La storia di Donati è particolare: fa parte dell’Inter di Mourinho del Triplete, addirittura titolare in una partita di Coppa Italia in cui lo sostituisce Maicon, ma l’esordio in serie A lo fa in prestito a Lecce. Seguono i prestiti a Padova, poi a Grosseto: capitano della Under 21 vicecampione di Europa nel 2013. Da lì la svolta nella sua carriera con il passaggio al Bayer Leverkusen con cui esordisce e segna in Champions. Poi il passaggio al Meinz e quindi a dicembre il ritorno a Lecce di mister Liverani per aiutare i salentini a salvarsi. Un gol all’Atalanta è una delle ultime fotografie prima della pausa per Covid.

Il Lecce ha iniziato gli allenamenti individuali e da lunedì hanno potuto accedere singolarmente allo stadio di Via del Mare per calcare nuovamente l’erba.

Come è stato questo periodo e come vivi la ripartenza?

«Quando il campionato si è interrotto si è capito subito che non sarebbe stato uno stop momentaneo, quindi abbiamo potuto rientrare nelle proprie residenze, io nella mia casa di Forte dei Marmi per stare vicino anche alla mia famiglia e alla mia bambina piccola. In Versilia ho potuto allenarmi per quanto consentito, entro duecento metri da casa per mantenere il tono muscolare. Ho la fortuna di avere un grande campo di famiglia e andavo là per espletare la parte atletica secondo le indicazioni del nostro preparatore che ci ha seguito da lontano. Sono rientrato a Lecce da poco in attesa di capire come gli altri come si potrà ripartire».

Non c’è molta chiarezza sulle date della ripartenza del calcio...

«Ogni giorno sembra che la data in cui si potrà ricominciare slitti, ma dobbiamo farci trovare pronti quando al 18 di nuovo si potrà lavorare in gruppetti. La società ci ha messo a disposizione lo stadio per allenarci in modo sempre volontario, ma più professionale ed è stato bello calcare l’erba di un campo da calcio».

Pensi che sia giusto ripartire?

«Credo che la serie A debba farlo: il movimento del calcio muove molte risorse e coinvolge tante persone a parte noi giocatori. Per alcune società non introitare i diritti televisivi legati alla trasmissione degli incontri sarebbe una disgrazia e si rischia che molte società non riescano ad alzarsi da questa situazione. Dovremo capire bene i protocolli cui attenersi per fare le cose in sicurezza, cosa che vogliamo tutti noi. Credo che abbiamo l’obbligo di provare per salvaguardare tutto il movimento. La situazione è particolare: la forma atletica è rimasta, ma ci aspetta un lungo ritiro blindato senza vedere le famiglie per prepararci a giocare ogni due o tre giorni per portare a termine questo campionato. Una cosa che non era mai successa. Va trovato il protocollo giusto per finire in sicurezza».

Hai sentito qualcuno in Germania dove già si allenano e si parla di giocare a breve?

«Ho sentito gli amici del Meinz e loro si stanno già allenando in sicurezza a piccoli gruppi. Lì chi viene preso positivo al Covid viene fermato ed estromesso, ma si andrebbe comunque, avanti. Io credo che si debba perdere piuttosto una settimana in più, ma poi si facciano le cose giuste e si concluda la stagione».

Come va con il mister?

«Liverani è un grande allenatore, destinato credo ad una grande piazza. Intanto vogliamo salvarci». —



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