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Versilia

Settantadue volte Marcello: auguri!

Massimo Guidi
Settantadue volte Marcello: auguri!

Il ct viareggino che ha regalato all’Italia il quarto titolo mondiale festeggia gli anni

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VIAREGGIO. Dai campetti polverosi di Viareggio e la Versilia dell’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso con le maglie di San Paolino, Sant’Andrea e Stella Rossa alla notte magica di Berlino nel 2006 dove Marcello Lippi guida il suo gruppo, per lui una parola sacra, alla conquista di quel titolo che ti catapulta di diritto tra gli immortali del calcio. Già, perché il titolo di Campione del Mondo rimane per sempre. E chissà che proprio nel giorno del suo settantaduesimo compleanno, che quest’anno coincide con il giorno di Pasqua, uno dei viareggini più conosciuti nel mondo non si metta a rivedere proprio la partita che lo ha fatto entrare nella leggenda come Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot. O magari non preferisca riavvolgere il nastro ed estrapolare qualche ricordo di oltre mezzo secolo di calcio.

Un’avventura iniziata nell’estate del 1964 quando lascia la sua Viareggio (che in realtà non ha mai abbandonato: sotto tutti i punti di vista) con la prua direzione Genova, sponda Sampdoria. E quella maglia, forse la più bella tra quelle delle squadre italiane, gli rimane cucita addosso come una seconda pelle che ha vestito per 270 volte. Dieci anni in blucerchiato con l'intermezzo di una stagione al Savona, per farsi le ossa come si diceva un tempo, con il quale affronta da avversario il Viareggio, la squadra della sua città nella quale non ha mai giocato al contrario del figlio Davide che ci ha anche vinto un campionato di serie D.

La Sampdoria nel cuore anche se l’impresa più eclatante, da calciatore, è legata alla Pistoiese costruita dal “Faraone” Melani e condotta in serie A, prima volta nella storia del club arancione, da Enzo Riccomini. Alla faccia di chi dava poca considerazione a quella definita con un pizzico di ironia “squadra di vecchietti” per la presenza oltre che di Lippi anche di Frustalupi, Rognoni e Saltutti. Poi a 34 anni l’ultima stagione a correre dietro ad un pallone con la Lucchese (dove tornerà dieci anni dopo da allenatore) dove i tifosi della Pantera senza troppa fantasia lo chiamano “bagnino”.

Ma il meglio per Lippi deve ancora arrivare con gli oltre trent’anni passati in panchina partendo dal basso, dalla gavetta, come si diceva una volta. Prima il settore giovanile blucerchiato che lo porta fino a guidare la Primavera alla Coppa Carnevale, poi la serie C, palcoscenico che ha visto nascere tanti tecnici destinati a carriere importanti. Le panchine sono quelle di Pontedera, Siena, Pistoiese e Carrarese dove i suoi campioni si chiamano Mainardi, Pontis, Mattolini, Madocci, Pinna, Puppi, Carillo e Carli, l’attuale ds del Cagliari.

Poi all’inizio degli anni novanta la serie A con Cesena ed Atalanta. E da Bergamo parte la sua scalata che lo ha portato a conquistare diciannove trofei in carriera, riportando lo scudetto alla Juventus dopo otto anni e la Champions (seconda ed ultima per la Vecchia Signora) dopo undici. Poi la chiusura, sempre a suon di trionfi, in Cina. Buon compleanno, Marcello. —




 

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